Svolta nelle indagini

Strage del bus di Mestre: è stata la rottura dello sterzo a causare l'incidente

E' stato un guasto tecnico a causare lo sbandamento del mezzo, la perizia sul guard-rail ha anche confermato l'inadeguatezza delle barriere

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Il bus precipitato dal Cavalcavia di Mestre

Otto mesi e mezzo dopo la tragedia del bus di Mestre, in cui lo scorso 3 ottobre 2024 sono morte 22 persone e 14 sono rimaste ferite, c'è finalmente una svolta: sarebbe stata la rottura dello sterzo a causare l'incidente.

Strage del bus di Mestre: è stata la rottura dello sterzo a causare l'incidente

Una rottura meccanica dello sterzo ha provato l'incidente dell'autobus che lo scorso 3 ottobre 2024 è precipitato dal cavalcavia della Vempa a Mestre. In quell'incidente sono morte 22 persone, l'ultima vittima è deceduta in ospedale ad aprile 2024, e 14 sono rimaste ferite.

La cause dell'incidente è stata quindi un guasto tecnico, secondo quanto emerso da una delle 4 perizie depositate dalla Procura di Venezia:

"La rottura del giunto, una causalità, sembrerebbe la causa della tragedia", ha confermato il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi.

Il bus precipitato dal cavalcavia a Mestre

La cause dell'incidente è stata quindi un guasto tecnico del bus. L'autopsia sul corpo dell'autista, il trevigiano Alberto Rizzotto, unica vittima italiana della strage, aveva infatti escluso l'ipotesi iniziale di un malore del conducente.

Il conducente trevigiano Alberto Rizzotto

Le immagini delle telecamere, interne ed esterne dell'autobus, avrebbero inoltre confermato che Rizzotto aveva le mani sul volante e che non c'è stata nessuna distrazione da parte del conducente.

Il video del tragico incidente ripreso da una telecamera della zona:

 

La perizia sul guard-rail: barriere inadeguate

La perizia sul guard-rail, però, ha anche confermato l'inadeguatezza delle barriere, che avrebbero dovuto frenare la corsa del mezzo, che si infilò in un varco.

Il bus precipitato

Proprio ieri, giovedì 20 giugno 2024, è stato rimosso il parapetto e il guard-rail arrugginiti sul cavalcavia di Mestre. Questi elementi saranno conservati insieme al bus elettrico della società La Linea, custoditi in una caserma di Mestre.

Prima della chiusura delle indagini, ci sarà un confronto sulle perizie tra i consulenti dei familiari delle vittime e quelli delle quattro persone indagate: l'amministratore delegato della società di trasporti La Linea e tre dipendenti del Comune di Venezia.

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