Turismo

Mancano i turisti: ecco quali sono le conseguenze

Una perdita da 100 milioni di euro che non sarà facile recuperare. Nei prossimi mesi, potrebbero mancare molti servizi per la città.

Mancano i turisti: ecco quali sono le conseguenze
Venezia, 10 Aprile 2020 ore 10:53

Ce lo siamo chiesto in molti: cosa succede a Venezia se mancano i turisti? La città si svuota, le calli e i canali sono più puliti ma viene a mancare anche una delle fonti di reddito principali. Ecco quindi che il sindaco, durante la conferenza stampa di ieri, ha dedicato parte della sua riflessione alla questione.

Conti alla mano

Si parte con un calcolo veloce di quanto perso durante i mesi di inattività del settore turistico, dovuti alla causa Covid19. Alla città mancano dagli 80 ai 100 milioni di entrate che normalmente arrivavano al Comune grazie alle diverse attività della filiera turistica: tasse di soggiorno, ad esempio, ma anche biglietti del trasporto pubblico e altri contributi versati dagli esercenti. Questo gettito comporta la mancanza non solo dei servizi di base, come i trasporti e la raccolta dei rifiuti gestiti dalle aziende partecipate del Comune, ma anche degli interventi speciali, come la pulizia dei canali o le strutture anti incendio che in una città come Venezia sono fondamentali.

Grandi navi? Si prenda una decisione

Si parla anche della questione Grandi Navi: si potrebbe approfittare di questi giorni di pausa per capire come evolverà la questione delle navi da crociera. Il sindaco, nell’ottica di promuovere un turismo che rispetti i normali ritmi della laguna, si dimostra favorevole al transito delle navi da crociera in canali differenti dal bacino di San Marco ma è necessario programmare in tempo.

E gli appartamenti?

Se mancano i turisti, anche gli appartamenti che normalmente vengono affittati per brevi periodi rimangono vuoti. In questi giorni si è proposto di trasferire gli appartamenti turistici agli studenti. L’idea è del rettore dello IUAV, Alberto Ferlenga, che vede in questa possibilità un modo per riappropriarsi della città in maniera stabile e favorire la connessione locale, andando così a nutrire non solo il settore degli affitti, ma anche le attività commerciali di quartiere. A detta del sindaco, l’idea può essere presa in considerazione ma con una clausola: se l’affittuario non paga, deve andare via subito, senza protezione da parte dell’agenzia sociale per gli affitti. “E’ il momento di fare pulizia” conclude il Sindaco, riferendosi alla lunghissima burocrazia statale a all’operato poco efficiente di chi lo ha preceduto. Restiamo in attesa di capire quali proposte verranno effettivamente sviluppate.

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