Venezia 77

Festival del Cinema: tante polemiche per un'edizione "non all'altezza"

Tutto perfetto per la sicurezza ma l'assegnazione dei premi e il red carpet lasciano a desiderare...

Festival del Cinema: tante polemiche per un'edizione "non all'altezza"
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Tutto era stato organizzato in maniera perfetta: le mascherine, gli ingressi contigentati nelle sale per le proiezioni, le proiezioni divise tra Lido, Venezia e la terraferma e anche il red carpet con distanza di sicurezza. Peccato che la giuria presieduta da Cate Blanchett non fosse all'altezza del Festival: le scelte fanno discutere e il premio assegnato a Nomadland risulta superficiale.

"Il virus si prende al Billionaire ma al cinema no"

Qualcuno tra gli addetti ai lavori sorride, commentando i fatti degli ultimi giorni: se il Covid non risparmia discotecari e appassionati di movida, ecco che la cultura diventa una buona risposta. "Al Billionaire si prende il virus, ad andare al cinema no" ha detto qualcuno degli addetti ai lavori e il merito è delle decine di ragazzi e ragazze che hanno pattugliato attentamente gli ingressi delle sale proiezioni, dal Palabiennale alla sala Volpi. Le sale piene a sedili alternati saranno sicuramente un chiaro messaggio di questa edizione che ha dimostrato al mondo come si può rilanciare il cinema.

Pochi spunti di riflessione

Il Leone d'Oro è stato assegnato a Nomadland di Chloé Zhao, regista nata a Pechino ma che ha vissuto tra Londra e Los Angeles. La protagonista è Fern (Frances McDormand) che vive su un Van soprannominato "van-guarde" e viaggia di continuo: segue il clima, ma soprattutto il suo istinto. Nel suo peregrinare, riesce a stringere numerose amicizie brevissime ma intense e ad ogni saluto si percepisce la malinconia di chi è costretto a vagare senza fermarsi mai in un posto.
Nomadland è un elogio alla vita ma risulta a tratti eccessivamente estetico, fatto probabilmente per un pubblico indie che vuole lottare contro le major ma ne finisce inghiottito.

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La Coppa Volpi a Pierfrancesco Favino: "Quando si gira un film è come se nascesse una stella"

Meritatissima invece coppa Volpi a Pierfrancesco Favino per "Padrenostro", film autobiografico del regista Claudio Noce in cui Favino interpreta Alfonso, ovvero il vicequestore Alfonso Noce vittima di un attentato terroristico avvenuto nel 1976 a Roma. La recitazione è intensa, lo sguardo severo e la gestualità volutamente misurata rende la figura del vicequestore quasi sacra, il ricordo del sacrificio fatto.

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