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Chioggia

Centro estetico e massaggi fuorilegge, niente “happy ending”: chiuso dai Carabinieri

Ieri il controllo nella struttura, ubicata in località Brondolo a Chioggia, che ha fatto emergere gravi irregolarità sotto ogni profilo.

Centro estetico e massaggi fuorilegge, niente “happy ending”: chiuso dai Carabinieri
Cronaca Chioggia, 10 Aprile 2021 ore 10:53

I militari della Stazione Carabinieri di Chioggia Sottomarina, col supporto di quelli del N.A.S. di Treviso e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Venezia, hanno effettuato un controllo presso un centro estetico e massaggi, ubicato in località Brondolo di Chioggia.

Centro estetico e massaggi fuorilegge, niente “happy ending”

Nella mattinata di ieri, venerdì 9 aprile 2021, i militari della Stazione Carabinieri di Chioggia Sottomarina, col supporto di quelli del N.A.S. di Treviso e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Venezia, hanno effettuato un controllo presso un centro estetico e massaggi, ubicato in località Brondolo di Chioggia, di cui è titolare un uomo di origine pakistana.

All’esito degli accertamenti, venivano ricontratte le seguenti violazioni amministrative:

  • prestazioni estetiche eseguite senza il possesso di una valida qualifica
  • mancanza di autorizzazione ad eseguire l’attività di centro massaggi
  • scia/orari di apertura/tariffe non esposti
  • carenze igienico-sanitarie;
  • modifica della destinazione d’uso dei locali, essendo state create delle camere da letto al posto dei previsti box estetici
  • impiego di personale, non in regola con la normativa sociale del lavoro
  • varie violazioni del protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID/19 negli ambienti di lavoro.

Sanzioni superiori ai 6mila euro

In particolare, all’interno del locale venivano identificate due donne di nazionalità cinese: una dipendente regolare; l’altra, oltre a non essere stata assunta quale dipendente, è risultata non in regola con i documenti di ingresso e soggiorno sul territorio nazionale, ed a seguito dell’avvio delle relative procedure le veniva notificato decreto di espulsione.

L’immobile è stato sottoposto a sequestro amministrativo, e veniva disposta l’immediata sospensione dell’attività. Comminate sanzioni per un totale di € 6.371,58. Inoltre, per aver impiegato un lavoratore non in regola con i documenti di soggiorno, essendo quest’ultima una violazione di carattere penale, il titolare veniva deferito all’Autorità Giudiziaria.