Lotta al Coronavirus

Attrezzati 825 posti in terapia intensiva: il Veneto è pronto per la battaglia

Voglia di farcela e grande spirito di iniziativa in Veneto: il sistema sanitario regionale resiste.

Venezia, 27 Marzo 2020 ore 15:07

Il presidente Zaia, durante le sue conferenze stampa, continua a sostenere che non è ancora il momento di dare buone notizie ma bisogna procedere con la massima cautela. Vero, ma alcuni segnali fanno ben sperare…

Dati alla mano

Al momento, in terapia intensiva ci sono 336 pazienti affetti da Covid e altri 150 ricoverati per altre patologie. Fino ad ora, il sistema sanitario regionale sembra reggere e pare addirittura che ci sia un buon margine per l’aumento dei posti letto. Giornalmente, il presidente Zaia, insieme all’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, comunica ulteriori dettagli nel corso delle sue conferenze stampa.

Qui l’articolo sulla conferenza stampa del 26 marzo 2020

Qui l’articolo sulla conferenza stampa del 25 marzo 2020

Qui l’articolo sulla conferenza stampa del 24 marzo 2020 

Chi sono i contagiati

Molti continuano a pensare che il virus Covid-19 colpisca per lo più gli anziani o i soggetti affetti da patologie respiratorie. In realtà, non è così e i dati lo dimostrano. Stando a quanto trapelato, su 7202 contagiati, di cui 1490 ricoverati presso le strutture ospedaliere ma non in terapia intensiva, ben 132 sono minorenni, rimasti a casa ma sotto costante osservazione. 
Questo dato non deve però allarmare: ovviamente, la lotta contro il virus dipende anche dalle condizioni di salute del soggetto in cui si annida ed è chiaro che un individuo sano ha maggiori speranza di vita.

A proposito della tutela degli anziani era intervenuto anche il sindaco della città di Venezia, Luigi Brugnaro: massima cautela per quanti si trovano a casa, ma anche per gli oltre 1600 ospiti nelle case di riposo, per i quali non è possibile ricevere visite dall’esterno ma che potranno mantenersi in contatto con i familiari tramite videochiamata, supportati dal personale interno delle strutture.

Per il bene di tutti

L’unico rimedio rimane quindi la massima cautela: solo seguendo le indicazioni già date (lavarsi spesso le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone, mantenere 1 metro di distanza dagli altri e igienizzare vestiti e ambienti frequentemente) sarà possibile battere questo male e tornare a vivere normalmente.

 

 

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