La parola al presidente

Zaia e aggiornamenti quotidiani: 439 dimessi ma si continua con la massima attenzione VIDEO

Non dobbiamo abbassare la guardia: si continua a monitorare il trend dei contagi e dei ricoverati.

25 Marzo 2020 ore 12:36

Nuova conferenza stampa oggi, 25 marzo. L’appuntamento quotidiano con il presidente Zaia si apre con l’invito a rispettare le restrizioni e con alcuni aggiornamenti sulla situazione negli ospedali.

La cura al Covid19 siamo noi

Restano valide le chiusure dei punti vendita e le passeggiate entro i 200 metri dalla propria abitazione. Si sta valutando per casi eccezionali (ad esempio, genitori con figli autistici) di concedere delle deroghe e permettere loro di allontanarsi di più.

La prima cura al corona virus siamo noi (…) è vero perché i nostri sanitari fanno un lavoro eccezionale ma dobbiamo aiutarli noi.

Non si può ancora abbassare la guardia: coloro che non hanno impegni improrogabili devono restare a casa ed è questa la cura contro il virus. Gli anziani soprattutto devono evitare di uscire: se hanno difficoltà, possono contattare il sindaco e chiedere aiuto, magari alle diverse associazioni di volontari già attive. Durissime le parole del presidente Zaia:

C’è poco da scherzare: le cose positive le dirò quando sarà il momento di dirvele.

Nuove donazioni

Stanno procedendo anche le donazioni: siamo già ad oltre 8 milioni di euro che provengono sia da aziende che da privati e altre due grosse donazioni stanno arrivando alle casse della Regione. De Longhi ha versato 3 milioni di euro (di cui 1 milione è destinato a Treviso all’associazione Onlus “Per Mio Figlio”). Un grande segnale che arriva dall’imprenditoria veneta e che viene imitato anche da altre aziende note come Zoppas, che ha donato 1 milione, Doris (responsabile del gruppo Mediolanum) che ha versato 5 milioni e Moretti Polegato (volto del gruppo Geox e Diadora) che ha donato 1 milione.

Cosa succede negli ospedali

Ci sono diversi reparti con ridotta operatività e meno sale operatorie disponibili perché i letti sono stati utilizzati per ospitare pazienti infetti, attaccati ai respiratori che si usano per gli interventi.

Abbiamo sotto controllo le postazioni e pronto un piano di trasferimenti, come fatto per gli infermieri. Abbiamo anche un modello formativo per intensivisti: 8 ore e mezza di training per diventare un medico da trincea. 

Si stanno pensando a modi alternativi per le attività mediche o fisiatriche a domicilio. Ulteriori aggiornamenti con le prossime conferenze stampa.

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