Non sapete cosa fare per il prossimo weekend? Ecco qui una serie di eventi organizzati a Venezia e provincia tra venerdì 16 e domenica 18 gennaio 2026.
Cosa fare a Venezia e provincia nel weekend
Una notte d’inverno un viaggiatore | spettacolo di beneficenza per AVAPO Mestre
- Sabato 17 gennaio 2026

Sabato 17 gennaio 2026 alle ore 19.30 al Teatro Toniolo va in scena lo spettacolo “Una notte d’inverno un viaggiatore”. Lo spettacolo, ideato da Giuseppe Cadamuro e interpretato dall’autore con i musicisti del Laboratorio Musicale Italiano, è un viaggio dentro se stessi, un percorso narrativo e musicale dove la musica smette di essere solo melodia e diventa racconto. Sul palco, accanto a Cadamuro, spazia la voce fuori campo di Massimo D’Onofrio, che interpreta “il Viaggio”, una sorta di coscienza che dialoga con il protagonista, accompagnandolo nel suo cammino interiore.
Il Laboratorio Musicale Italiano, nato oltre dieci anni fa, è oggi una realtà artistica consolidata composta da undici musicisti, due attori e un service audio-video, sempre alla ricerca di un linguaggio espressivo che unisce emozione e pensiero.
L’offerta per assistere allo spettacolo, che rientra nel palinsesto de “Le Città in Festa”, è di 15 euro, la prevendita dei biglietti è nella sede di Avapo Mestre in v.le Garibaldi 56 e alla libreria Ubik di via Poerio. Partecipare significa contribuire alla realizzazione di Casa Avapo, che offrirà alloggi gratuiti e protetti a pazienti oncologici in situazioni di fragilità, accogliendoli in un ambiente che unisce cura, dignità e calore umano.
Ritual III whisper
- Sabato 17 gennaio 2026

Una delle pratiche al centro del progetto Alos, progetto solista multidisciplinare iniziato nel 2003, è quella del Ritual – strumento allo stesso tempo di esplorazione di un ambiente o elemento naturale, e live-act capace di trasportare il pubblico in un altro luogo e tempo, lavorando sul lato mistico, sciamanico e pagano della musica e della voce. Il primo ritual, The Chaos awakening (2011), parte da uno studio quasi alchemico sul fuoco e sull’aria, con l’intento di creare un ambiente sonoro che tramite l’uso della voce, di droni e musica elettronica sia capace di risvegliare il caos che abita il profondo di ciascuno. Questo workshop rappresenta il desiderio dell’artista di lavorare alla costruzione di un nuovo ritual, Ritual III WHISPER.
Stupore, realtà, enigma. Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia
- Fino al 18 gennaio 2026

Dal 19 settembre 2025 al 18 gennaio 2026 è allestita alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra Stupore, realtà, enigma. Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia.
Curata da Francesco Ceretti, Michele Nicolaci e Filippo Piazza, l’esposizione presenta al grande pubblico il pittore bresciano, attivo a Venezia per la maggior parte della sua carriera, Pietro Bellotti (1625-1700), ancora poco noto, ma di indubbio fascino ed inserirlo all’interno del contesto artistico straordinario della pittura lagunare del pieno Seicento.
“Stupore” e “realtà” sono concetti che sostanziano l’opera di Bellotti ed emergono in due importanti dipinti a lui riferibili, acquisiti di recente dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia: si tratta del cosiddetto Autoritratto come allegoria dello Stupore, una sorta di eccentrica presentazione ufficiale del pittore nell’agone pittorico veneziano, e dei Popolani all’aperto, prototipo della “pittura di realtà” e capolavoro della scena di genere, che costituisce un ponte con la celebre produzione del milanese Giacomo Ceruti di inizio Settecento.
ALL’IMPROVVISO Narrazione in musica | Spettacolo per famiglie
- Domenica 18 gennaio 2026

Un narratore, un musicista e una storia da raccontare: una storia che però ancora non esiste. Sarà il pubblico a far nascere idee e a definire il contesto in cui si svolgerà il racconto, in un’improvvisazione collettiva e imprevedibile. Un gioco che si fonda su regole semplici, un meccanismo che per esistere ha bisogno della voce di spettatori e spettatrici, della loro partecipazione attiva, del loro ascolto profondo. La creazione-costruzione della storia attraverso l’individuazione dei personaggi e l’utilizzo delle funzioni di Propp avverrà insieme al pubblico e sarà proprio la dimensione collettiva che consentirà al narratore di esplorare strade alternative e di scoprire possibilità nuove. A poco a poco il racconto prenderà forma tra parole e musica dal vivo, tra domande e risposte, tra occasioni e scelte. E alla fine, insieme alla storia e attorno all’esperienza di condivisione della sua creazione, sarà nata anche una piccola comunità.
Domenica 18 gennaio 2026 alle ore 17.00 all’Auditorium 4° piano Centro Candiani.
TOP…onomastica / Luca Scarlini
- Domenica 18 gennaio 2026

Per raccontare una città, conoscere i suoi segreti, gli angoli più nascosti, entrare in contatto con la sua vera anima, incontriamo gli autori che hanno saputo descrivere una Venezia autentica, inconsueta, quasi nascosta, la “Venezia dei veneziani” di ieri e di oggi, che i turisti o meglio i “foresti” non sempre conoscono.
Bambina e pittore: colori e racconti al Teatrino Groggia
- Domenica 18 gennaio 2026

Domenica 18 gennaio 2026, alle 16.30, il Teatrino Groggia ospita “Bambina e pittore”, produzione de La Piccionaia dedicata al pubblico dai 3 anni in su. Lo spettacolo è ideato e interpretato da Gianni Franceschini, con supporto tecnico di Giancarlo Dalla Chiara.
La scena si apre con un confronto tra un pittore anziano e una voce infantile che lo guida: “Cosa cerchi pittore?” “Cerco il bianco.”
Da qui prende forma un percorso che parte da uno spazio apparentemente vuoto e lo trasforma in un ambiente fatto di colori, segni e figure. Il bianco diventa luce, e nella luce si rivelano i colori che il pittore tenta di esplorare.
Le immagini che prendono vita in scena rappresentano pensieri e ricordi suggeriti da una bambina invisibile: affetti, desideri, paure, gioie. Lo spettacolo mette in relazione lo sguardo dell’infanzia con quello dell’età avanzata, collegandoli attraverso l’uso dei pennelli e della materia pittorica.
Il dialogo tra le due voci diventa un incontro tra generazioni che si ritrovano in un unico gesto creativo: trasformare uno spazio bianco in un segno destinato a comunicare. L’opera invita il pubblico a osservare come la spontaneità infantile e l’esperienza della maturità possano convergere nella stessa azione artistica.