Si è presentata ufficialmente a San Donà di Piave la nuova direzione strategica dell’ULSS 4 Veneto Orientale. Alla guida il direttore generale Carlo Bramezza, affiancato dalla direttrice sanitaria Sira Bizzotto, dalla direttrice amministrativa Silena Tadiotto e dal direttore dei servizi socio-sanitari Eddi Frezza.
La squadra, ora completa, guiderà l’azienda sanitaria nel prossimo triennio.
Piano di rilancio
L’insediamento avviene in una fase di forte sviluppo per l’ULSS 4, con un ampio piano di riqualificazione delle strutture ospedaliere finanziato con fondi PNRR, statali e regionali.
Sono già in corso i lavori all’Istituto Marino di Jesolo, mentre sono stati pubblicati i bandi per gli interventi negli ospedali di San Donà di Piave e Portogruaro.
Sanità di prossimità
Parallelamente prosegue il potenziamento della sanità territoriale con le Case di comunità, destinate a diventare punti di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria.
Una struttura è già attiva, mentre le altre saranno completate a breve. L’obiettivo è offrire servizi vicino ai cittadini, riducendo il ricorso agli ospedali.
I tre assi strategici
Il programma triennale si basa su tre pilastri principali: sviluppo dei servizi territoriali, investimenti e valorizzazione del personale.
Sul fronte territoriale, oltre alle Case di comunità, si punta sulla telemedicina e sull’estensione degli orari degli ambulatori a Jesolo, San Donà e Portogruaro per alleggerire i pronto soccorso.
Investimenti e innovazione
La direzione conferma l’impegno a rispettare tempi e obiettivi del piano di ammodernamento, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica e alla qualità delle strutture sanitarie.
Valorizzazione del personale
Grande attenzione anche al personale, con politiche per rendere l’azienda più attrattiva. Tra le iniziative, la possibilità per medici e infermieri di lavorare nei punti di primo intervento del litorale durante la stagione estiva.
Le dichiarazioni
“Raccolgo un’eredità importante e una macchina aziendale già in movimento”, ha dichiarato Carlo Bramezza, sottolineando che “la vera sfida dei prossimi anni è il territorio, dove vogliamo che il cittadino trovi risposte vicino a casa”.
“La telemedicina è lo strumento con cui nei prossimi anni avvicineremo la risposta clinica ai pazienti”, ha aggiunto Sira Bizzotto.
“Il nostro impegno è gestire gli investimenti con rigore e portarli a termine nei tempi previsti”, ha evidenziato Silena Tadiotto.
“Le Case di comunità sono il cuore del nuovo modello di assistenza””, ha concluso Eddi Frezza.