La parola al presidente

Zaia: Settimana prossima sarà decisiva ma ci vuole un piano Marshall per le imprese

355 persone in terapia intensiva, 392 morti, 715 dimessi, 59 nati: un vero e proprio bollettino di guerra giornaliero.

Venezia, 29 Marzo 2020 ore 13:57

Sfida cruciale per la prossima settimana: le restrizioni sono servite perché siamo in ritardo di 4 giorni su quanto preventivato attraverso i modelli matematici ma bisogna essere vigili.

Ancora una settimana per capire davvero come procedere

Il presidente Zaia apre la conferenza raccontando che sono arrivate foto di molte persone che passeggiavano, addirittura un agricoltore tra i campi ha fotografato gente che vagava da sola o con il cane al seguito. Andare a spasso nelle zone isolate non è una “furbata“: le restrizioni sono fatte per uscire il prima possibile da questa situazione. Precisamente, il presidente dice:

“Le regole ci dicono che la prossima settimana sarà cruciale: dipenderà molto da quanto bravi saremo ancora a rispettare le regole. Rinnoverò l’ordinanza ma non so dirvi in che termini” 

Domenica prossima si potrà capire se stiamo cambiando la situazione o meno: per ora, ci sono numeri troppo alti. Ormai siamo nella condizione di dire

“ogni veneto ha un parente colpito da corona o conosce qualcuno che è stato colpito”

C’è poco da far festa, quindi: il cambio di direzione si vedrà ma bisogna tenere duro e rispettare le regole.

Uno sguardo a tutto il Veneto

Verona è in una fase di focolaio importante che preoccupa.  La città è ancora sotto controllo e paga lo scotto di alcune contingenze, tra cui la continuità con Brescia: ci sono infatti molti pazienti arrivati via auto da fuori regione che hanno chiesto di farsi ricoverare negli ospedali veronesi. Si stanno allestendo terapie intensive ed è presente come supervisore Paolo Rosi, responsabile del Coordinamento Regionale Emergenza del 118. 

Le case di riposo

Nelle case di riposo, sono stati fatti numerosi campioni e si continuerà nei prossimi giorni. Il problema è che gli ospiti sono persone fragili, spesso non autosufficienti: bisogna evitare che diventi una strage. Per questo motivo, ci si sta organizzando per mandare i vari dispositivi. Se ciò non è stato fatto dal primo giorno è perché non c’erano fonti di approvvigionamento.
C’è già una serie di circolari e direttive. Si stanno mettendo insieme tutte le linee guida già ideate per essere ancora più incisivi nell’intervento. Non si esclude poi lo spostamento degli anziani, se necessario: non in ospedale con i lungo degenti, ovviamente, ma si penserà a soluzioni alternative.
Ci sono alcune case di riposo che hanno già organizzate aree Covid e aree no Covid, mentre in altre infettati e negativi stanno ancora insieme.

Il problema delle forniture

Per la prossima settimana ci sono 2 milioni di Pff2 in arrivo. I macchinari hanno una capacità di produzione di 11 mila tamponi al giorno ma adesso il fattore limitante stanno diventando i reattivi perché le grosse aziende non li forniscono più. Ci sono già le macchine per leggere i tamponi ma non i reattivi perché il mondo intero si è accorto che la politica dei tamponi, avviata in Veneto, funziona. Un dato positivo è che arriveranno a sistema oltre 700.000 test istantanei dalla Cina: questo permetterà di integrare con i tamponi e di fare accertamenti molto più rapidi.

Restate in casa, cercate di dedicarvi ad altre attività e abbiate pazienza ma ne verremo fuori

Serve un piano Marshall per le aziende

Un commento su quanto annunciato da Conte ieri sera: va bene ma non basta, serve un vero piano Marshall di aiuti. Gli imprenditori chiedono a gran voce delle linee guida per i benefit annunciati e le casse integrazione: chi gestisce le aziende non è spaventato dal Covid perché si sono già visti gli effetti in Cina con le unità operative dislocate e si può quindi intuire cosa accadrà ma serve ricevere una direzione con stanziamenti importanti. “L’Europa? Chi l’ha vista?” Sembra scandaloso che si stia a discutere tra Governo e regioni: il Governo deve farsi sentire in Europa e presto.

 

 

 

 

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