Contrasto con Roma

Zaia: non è Veneto contro Lombardia. “Se il Governo vuole fare un provvedimento non dimentichi le altre zone rosse”

Non solo riaperture: si parla anche della questione calda legata alle elezioni e ai finanziamenti del Governo.

Zaia: non è Veneto contro Lombardia. “Se il Governo vuole fare un provvedimento non dimentichi le altre zone rosse”
Venezia, 28 Maggio 2020 ore 13:59

Solito punto stampa dalla sede della Protezione Civile di Marghera con gli aggiornamenti legati al turismo e alle ultime trattative con il Governo.

Il bollettino aggiornato

In terapia intensiva ci sono 34 pazienti (-2), positivi 19.125 (+9) ma si rimane al di sotto dell’1 su mille. Il dato è incoraggiante. Morti 1898 (+3) dei quali 1366 in ospedale. Nati 92. I positivi, ad eccezione di un paio di casi, derivano da vecchi focolai e da contesti di RSA: da oltre 20 giorni non ci sono positivi negli ospedali tra il personale medico. Si va verso una situazione di tenuta, come afferma Zaia:

“Sono passati 10 giorni dal 18 maggio e possiamo dire con ragionevole certezza, anche se bisogna attendere il 15 giugno, che non c’è stato carico nelle terapie intensive e nei ricoveri. Non ci sono state esplosioni nei contagiati (al di sotto di ogni possibile ragionevole aspettativa): i presupposti ci sono tutti.”

Sperimentazioni in corso

Gli ospedali stanno tornando tutti a regime: sono stati aperti anche i punti nascita e si sta tornando bene nell’ambulatoriale. Si sta tornando alla quasi normalità pre-covid già in queste ore ma:

Almeno fino al 15 giugno si continuerà con il piano di sanità pubblica in piedi. Abbiamo parlato del pull: il dottor Rigoli sta facendo le analisi a 10 ma ci sono già la sperimentazioni per portarle a 30. La collaborazione con la statistica dell’Università di Padova (che già lavorava su queste metodologie) ci ha permesso di accelerare e il sistema è validato. Si va nella direzione di creare una grande leva, qualora ci fosse la necessità di fare tanti tamponi.”

Gli spostamenti tra Regioni (ancora!)

“E’ probabile che ci sia un Dpcm che chiarisca il tema dell’apertura dei confini regionali, in base a quanto deciso dal comitato tecnico scientifico. Gli accordi fatti sono limitati ed episodici: adesso, deve esserci una riapertura regolamentata a livello comunitario. La Svizzera, ad esempio, dal 6 giugno apre a tutti i confinanti ma non all’Italia: tra le attività consentite c’è anche la prostituzione…”

Il presidente continua con la questione degli spostamenti tra Regioni, possibili dal 3 giugno:

“Il tema degli esteri è fondamentale: spero che tutte le regioni possano aprire e spero che non ci siano “parenti poveri e parenti che hanno capito tutto”. I tamponi sono una diapositiva e penso che il ragionamento che stiamo facendo sulle Regioni Covid free deve essere un insieme di attività che si fanno: non possiamo dire di essere sani sulla base dei tamponi che facciamo.”

 

Il settore turistico

Si chiede come mai gli operatori che avevano spinto per una riapertura immediata non abbiano effettivamente avviato alberghi e stabilimenti balneari. Zaia risponde:

Sono preoccupati per le disdette degli austriaci: il presidente austriaco ha trasmesso l’idea che, venuti in Italia, i turisti devono stare in quarantena e questo è il primo guaio. L’industria del turismo vale 18 miliardi di fatturato annuo: qualcuno sta ancora attendendo, saranno anche scelte imprenditoriali ma mi rifiuto di pensare che le spiagge resteranno deserte. Il vero tema è che bisogna garantire mobilità: perdiamo un quarto dei turisti soltanto chiudendo con la Germania. Aggiungiamo a questi russi, inglesi e danesi: è fondamentale pensare a riaprire.”

Il ripristino di Schengen e la messa in sicurezza dal punto sanitario devono essere le priorità. 

Si riprende anche la questione degli operatori marittimi stagionali: ben 77 lavoratori non hanno ricevuto sussidi e non sanno come e quando potranno riprendere a lavorare.
Per le scuole dell’infanzia e le risorse economiche necessarie, la partita è ancora in corso: molti privati sarebbero già pronti a partire ma manca ancora la conferma dal Governo.

Le zone rosse: il commento a Boccia

Il ministro sostiene che “la Lombardia ha subìto un’ecatombe, le altre soltanto un dramma”. La replica di Zaia:

“E’ indubbio che la Lombardia abbia avuto sfortuna e il virus abbia pesato, ciò non toglie che se il Governo vuole fare un provvedimento dedicato è libero di farlo ma non dimentichi le altre zone rosse. La mia non è un’azione contro la Lombardia ma contro il Governo. Sono 200 milioni di euro, non patatine.”

Già dato incarico per il ricorso al Governo, nel caso in cui non venga accettata la richiesta del Veneto.

 

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