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La richiesta al Governo

Venezia chiede di riaprire anche il Casinò

600 dipendenti sono senza stipendio.

Venezia chiede di riaprire anche il Casinò
Politica Venezia, 21 Aprile 2021 ore 15:50

Riaprono cinema, teatri, e pure le palestre e le piscine. Ma c’è chi è pronto a mettersi sulle barricate e battere i pugni: si tratta degli imprenditori (e degli operatori) del settore delle sale da gioco, escluse, almeno per il momento, dal dialogo sulla ripartenza. Questi, al loro fianco, hanno trovato un importante supporto: si tratta dell’Amministrazione comunale.

Venezia chiede di riaprire anche il Casinò

A farsi portavoce delle istanze che riguardano il settore delle sale da gioco, infatti, è stato l’assessore alle Partecipate del Comune di Venezia, Michele Zuin, che ha anticipato di voler inviare a breve una lettera al Governo (nello specifico al Ministro dell’Economia) per chiedere, anche per il Casinò di Venezia, lo stesso trattamento di altre realtà. “Aprite il Casinò di Venezia“, hanno chiesto, lasciando ben poco spazio all’immaginazione.

Nel 2020, a causa della pandemia e delle relative misure di contenimento del contagio, la realtà del Casinò ha perso oltre 50 milioni di incassi. L’unico periodo di attività è stato quello della scorsa estate, grazie al quale si era riusciti a rientrare dei costi. Ora, con i protocolli approvati, i responsabili del Casinò sperano di poter riaprire in breve tempo. Anche per i circa 600 dipendenti, a secco di stipendio se non per il Fondo di integrazione salariale.

“Già da questa estate – ha spiegato l’assessore Zuin – abbiamo messo in campo tutto quanto necessario per prevenire i rischi. Plexiglass, sanificazioni, ingressi limitati, proprio nel pieno rispetto dei protocolli rigidi della Regione e del Cts. Siamo in grado di riaprire presto”.

Il Casinò, poi, essendo chiuso non ha potuto versare il consueto contributo alle casse comunali. Si parla di 15 milioni l’anno, 30 in totale, che ora pesano sul bilancio dell’Amministrazione comunale.

“Il Comune, dato il periodo, ha rinunciato alla propria quota – ha concluso Zuin – Ma ora la società ha bisogno di ripartire per realizzare e concretizzare una prospettiva per il futuro”.