In attesa di riaprire

Scuole chiuse, Zaia: “Lunedì più di un milione di lavoratori riprende, ma i bambini?”

Saranno tantissimi i lavoratori che potranno tornare operativi ma rimangono due grandi problemi: l'uso dei dispositivi e i controlli effettuati.

Scuole chiuse, Zaia: “Lunedì più di un milione di lavoratori riprende, ma i bambini?”
Venezia, 30 Aprile 2020 ore 13:58

Il punto stampa di oggi del Governatore Zaia: tantissima voglia di ripartire ma anche un forte senso di responsabilità.

I dati aggiornati

Solito bollettino aggiornato con i numeri dei contagiati e dei dimessi. Sono 350.269 i tamponi effettuati (+12.362), i soggetti in isolamento sono 7471 (190 in meno rispetto a ieri), i positivi sono 17.960 (+135). Il tema dei positivi riguarda per lo più le case di riposo ma non è rappresentativo di una popolazione da valutare statisticamente. Sono poi 1126 i ricoverati, (-30) mentre le terapie intensive sono 114, invariate rispetto a ieri. Dimessi 2607 (108 in più). I morti totali 1141, 1459 se si considerano anche quelli fuori dagli ospedali. Infine, 93 nati.
Spazio anche alle donazioni: ci sono 36.723 donatori per un totale di 57 milioni di euro: si continua a versare nelle casse della Regione in supporto all’emergenza Covid.

La fase di convivenza

“Noi abbiamo fatto videoconferenze tutto ieri e anche oggi ne avremo altre, con il ministro Boccia e Micheli, ma anche una conferenza tecnica sui controlli da fare dal punto di vista sanitario ed epidemiologico per la fase 2. I tecnici portano avanti anche le nostre proposte. Lunedì ci saranno circa 1 milione e 200 mila dipendenti che torneranno al lavoro. Resta il problema dei negozi che rimangono chiusi (bar, ristoranti, sportivi e discoteche). Dobbiamo affrontare questa frase con estrema prudenza, anche perché da Singapore arrivano dati sulle reinfezioni. E’ un momento di orgoglio per noi veneti il fatto che si parli del nostro lavoro nel mondo: dagli ospedali ai ragazzi chiusi in casa per due mesi. Si inizierà la fase di convivenza: non si tornerà velocissimamente come prima ma è fondamentale comunicare ai cittadini che gli ospedali non potranno essere presi d’assalto come prima. Bisogna evitare assembramenti: incentiveremo le prenotazioni anche per i prelievi del sangue, ad esempio. L’ospedale non è il luogo più indicato per pensare di essere in sicurezza rispetto al virus: nonostante tutte le precauzioni l’invito è quello di valutare fino in fondo le strade alternative, prima dell’ospedale (medici di base, farmacie e tutta la rete che aiuta a scremare).”

Per quanto riguarda i lavoratori, il problema non riguarda soltanto la massa di persone che si mobiliterà ma anche i bambini: a chi lasciare i più piccoli in affidamento? Se è vero che adolescenti e liceali possono rimanere in casa da soli, è anche vero che i più piccoli hanno bisogno di essere controllati e, soprattutto, di socialità.

L’uso dei dispositivi:

Un ulteriore appello per l’utilizzo delle mascherine:

La mascherina non la devi portare perché se non la usi prendi la multa ma perché serve: è inutile portarla sotto il mento ma va indossata coprendo naso e bocca. Vedo ancora molte persone con la mascherina alla gola o solo davanti alla bocca. Trovo assurdo fare una legge per obbligare l’uso della mascherina. La preoccupazione che portiamo avanti è che, mettendo in sicurezza i cittadini con mascherine, guanti e distanziamento sociale potremmo aprire a 360 gradi. Questa è la proposta dei Governatori ed è fondamentale pensare che tutti hanno diritto a lavorare: il nostro mondo è fatto di persone responsabili, ormai tutti sanno cos’è il virus.
Il Giappone, ad esempio, non ha adottato misure straordinarie, semplicemente perché culturalmente si utilizza la mascherina e quindi si vive una vita normale.
Per la diagnostica, si lavora con i tamponi ma anche con i test sierologici: in questo modo, si può avere una patente che dimostra se ci sono gli anticorpi o meno. Stiamo implementando le attività per le microbiologie: l’obiettivo è 30.000 tamponi, quindi 60.000 narici e 30.000 gole, il che corrisponde ad una serie di operazioni complesse e lunghe.”

Cosa fare per il 18 maggio

A chi chiede cosa fare per il 18 maggio, nuova data annunciata dal Governo per concedere altre aperture, Zaia replica:

“Ho sempre detto: come abbiamo chiuso regolarmente, è giusto che si riapra così. Il tema della sorveglianza attiva, della rete, dei servizi territoriali e dei tamponi danno delle statistiche che permettono di sapere tante informazioni su ogni comune. Si può aprire, fatto salvo il parere della comunità scientifica.”

La questione voto

Si continua a ribadire che la possibilità di votare in estate è l’unica reale:

“Sosteniamo il tema della sessione estiva per il voto: si può assolutamente pensare di mettere in sicurezza le regionali. Aprire tutto il 18 maggio o il primo giugno e dire ai cittadini che non possono votare è assurdo. Più rischioso votare ad ottobre o novembre perché il virus tornerà e ce lo dice l’OMS. I cittadini hanno lo strumento del voto: è più corretto pagare lo stipendio ad un eletto.”

E le multe?

“Chi controlla non è chiamato a decidere quale sia la norma di rango superiore: mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno per cui le ordinanze non contano nulla. Se ci sono dei dubbi, si metta per iscritto: a noi piacerebbe vedere una di queste risposte scritte, così da poter controbattere. Chi è preposto al controllo non è autorizzato a scegliere che legge applicare: la norma si applica in maniera estensiva.”

 

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