Il sindaco interviene

Brugnaro: per prima cosa, bisogna iniettare liquidità alle aziende

Ormai un appuntamento fisso quello con il sindaco della città metropolitana di Venezia che aggiorna i concittadini sulle decisioni prese riguardo alla città metropolitana.

Venezia, 31 Marzo 2020 ore 18:01

Non si può non temere per il futuro della città di Venezia: oggi, 31 marzo 2020, il sindaco Brugnaro fa il punto della situazione a livello europeo.

La raccolta dei rifiuti per chi è in quarantena

Persone in quarantena o in isolamento devono raccogliere la spazzatura in unico sacchetto (sia umido che carta, vetro e secco). Bisogna prima mettere tutto in un sacchetto, poi mettere in un altro sacchetto e lasciare tutto sul cassonetto dell’indifferenziata.
Chiusi i centri di raccolti fissi: per quello che è possibile bisogna tenere gli ingombranti in casa o chiamare il servizio porta a porta, anche se in questo momento diventa difficoltoso coprire questo tipo di servizi ma si cerca di andare incontro alle esigenze della comunità.

Una proposta per l’Europa

L’eurodeputato Carlo Calenda ha avanzato una proposta, firmata da diversi sindaci italiani tra cui il primo cittadino Luigi Brugnaro, al governo della Germania.
La stessa esistenza dell’Unione Europea sembra essere messa in crisi: nove stati europei, tra cui Italia, Francia e Belgio, hanno proposto Eurobond. Si chiede di dotare l’Unione Europea di risorse sufficienti per un rinascimento europeo gestito dalle istituzioni. L’Olanda si oppone all’elargizione di risorse e anche la Germania segue il suo modello ma a farne le spese sono i cittadini più deboli, quelli più colpiti dalla crisi: mancano etica e solidarietà che invece i paesi europei hanno sempre dimostrato, specialmente alla Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il posto della Germania è con l’Unione Europea e non bisogna seguire egoismi nazionali ma credere nell’unità dell’Europa.

La convenzione ABI e associazioni di categoria

E’ stato firmato un accordo per l’anticipazione della cassa integrazione per i lavoratori a zero ore. Ciò vuol dire che i dipendenti cassa integrati possono godere immediatamente di fondi, pagati dalle banche. Si tratta di 1400 euro parametrati a 9 settimane, il che vuol dire 670 euro al mese. Ben si comprende che si tratta di cifre insufficienti per coprire il fabbisogno di una famiglia, motivo per cui bisogna nuovamente finanziare casse ordinarie e in deroga: serve un piano di ripartenza.
Bisognerà compilare un modulo, disponibile nei prossimi giorni presso banche e sindacati, per ricevere l’accredito sull’Iban personale del lavoratore. Domani, il presidente di Confindustria Venezia Rovigo sarà presente durante la conferenza stampa per fare il quadro della situazione.

 

 

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