I ringraziamenti di Brugnaro

Brugnaro e il patriarca Moraglia nella diretta odierna: vediamo di tenere il ritmo

Rimanendo a casa si aiutano i sanitari e tutti coloro che lavorano alla macchina complessa che è stata organizzata in questi giorni.

Venezia, 29 Marzo 2020 ore 16:09

Una diretta che mira a dare ristoro allo spirito, pensata per tenere compagnia ai cittadini di Venezia durante una domenica di quarantena.

L’intervento del patriarca Francesco Moraglia

Il patriarca dedica le sue parole ai cittadini di Venezia in un momento tanto difficile per la città:

Approfitto per entrare nelle vostre case e potervi parlare (…) Siamo sempre stati chiamati a “stare sul pezzo” 

Si guarda certamente all’attualità: potrebbe sembrare che in casa non si lavori ma non è così. Si va avanti con l’angoscia di non poter stare dove si vorrebbe ma bisogna sempre ricordare che si è chiamati a dare un contributo al bene comune.  I cittadini devono pensare che si rimane in casa perché si vuole bene alla città e agli altri ed è questo il messaggio che dovrebbe arrivare.

“Non è bella la parola guerra ma certe volte ci si trova a dover combattere”

Bisogna tornare agli anziani che ancora ricordano l’ultima vera guerra. Adesso è in gioco il futuro della società: bisogna lavorare per il “dopo” anche se non si sa quali sono i tempi necessari per la ripresa. Molti hanno vissuto fino ad oggi sulle spalle di nonni o genitori ma adesso ci si trova ad un tornante della storia: dopo il ’45 c’è stato il boom dello sviluppo occidentale e adesso sembra prospettarsi un nuovo inizio. Ci vuole però una politica che sa pensare allo sviluppo di tutti, senza guardare al guadagno di alcuni a scapito di altri.

Il territorio e il bene comune

Tanta gratitudine ai parroci che stanno supportando i quartieri. Bisogna guardare alla situazione complessiva di come la gente vive perché non serve a nulla un benessere fine a sé stesso ed è questa la grande sfida di una politica economica che deve essere ripensata totalmente. Il patriarca continua:

“voglio essere fiero della mia città, della mia Italia (…) chiedo alla politica di essere contento di essere cittadino dell’Europa”

 

Il silenzio di chi dovrebbe parlare diventa una colpa troppo grande: c’è un’emergenza sociale di fronte alla quale bisogna prepararsi e l’Europa deve far capire quanto è decisivo e importante il suo intervento.

Una preghiera speciale

Il patriarca ha affidato la città di Venezia alla Madonna della Salute: madre e simbolo della città lagunare che già una volta ha salvato la città. Una preghiera davvero intima:

“pensa tu alla nostra gente, ai miei anziani, ai giovani, alle famiglie e ai sacerdoti”

Il sindaco interviene con una nuova proposta: ristrutturare una chiesa a Mestre come voto per ricordare questo momento di dolore per la città. Il patriarca propone a sua volta di rinnovare una chiesa e uno spazio per dare ristoro ai cittadini in difficoltà: “amare Dio è anche amare il prossimo e accorgersi dell’altro”.

 

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