La proposta per le industrie

Brugnaro dialoga con il presidente di Confindustria: serve gettito fiscale per rilanciare la città

Il sindaco dialoga con il presidente di Confindustria per fare un focus sulla situazione economica attuale. Sarà impossibile pensare ad una ripresa se non si agisce immediatamente.

Venezia, 01 Aprile 2020 ore 17:49

Continuano gli appuntamenti con il sindaco in diretta su Facebook per  far capire ai cittadini tutto il percorso dell’amministrazione e i vari aggiornamenti sull’emergenza Covid.

Pianificare la riapertura graduale delle aziende

Il sindaco chiede al Governo di essere aggiornati tempestivamente sulle informazioni del comitato tecnico per la salute. Il rischio è quello di una tragedia economica: non si riuscirà a gestire i disoccupati che ci saranno ed è questo il momento di discuterne.

L’intervento di Confindustria

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria per l’area metropolitana di Venezia e Rovigo, interviene lodando il senso di solidarietà che fino ad ora ha dimostrato il Veneto.
C’è bisogno di riaprire le industrie. Queste sono la vera forza da cui la Regione può attingere, attraverso le tasse, per mantenere l’economia: se si bloccano le imprese, la questione non riguarda solo l’imprenditore e i suoi dipendenti ma tutti. Il gettito fiscale generato dal settore produttivo serve infatti a pagare carabinieri, ospedali e tutti i servizi che dipendono dalla produttività delle aziende. 
Quanto si può reggere ancora? Bisogna misurare, in modo concreto, come far partire la produzione. Poche le aziende rimaste aperte: si tratta di strutture che fanno parte della filiera sanitaria o alimentare che operano utilizzando i dovuti sistemi di sicurezza e quindi con spese maggiori, necessarie per acquistare i dispositivi di protezione e per igienizzare gli impianti.
Il sindaco ricorda poi filiera turistica che non potrà ripartire, motivo per cui si chiede una cassa integrazione di almeno 12 mesi.

La situazione

In Veneto, si è creato un sistema formato da piccole e medie imprese che ha permesso alla regione di crescere e di farsi portavoce della qualità del Made in Italy nel mondo. Negli ultimi anni si è cresciuto dell’1%, motivo per cui le aziende erano già in sofferenza: adesso più che mai c’è bisogno di una iniezione di liquidità con prestiti alle aziende mirati, fatti per pagare i fornitori e permettere al sistema economico di girare. L’idea del sindaco Luigi Brugnaro è quella di creare una rete di solidarietà trasversale in cui l’esperienza del singolo comune possa diventare utile per capire come agire a livello nazionale. Aggiunge Marinese:

Oggi, 28.800 persone sono in cassa integrazione (…) nel momento in cui l’impresa chiude, l’imprenditore è uno ma i dipendenti sono tanti (…) e chiedono di tornare al lavoro perché lo vivi sulla tua tasca

La liquidità per l’impresa, dice Marinese:

è ossigeno puro. Chiediamo che sistema garanzia stato venga garantita liquidità al 100%

Questo darà un vantaggio positivo alle banche: non si crea accantonamento ma si mettono in circolo fondi che aiutano lo sviluppo produttivo. Anziché garantire 80%, bisogna coprire la totalità della cassa integrazione. Si chiede anche di rateizzare le imposte per pagarle in 2, 3 o 5 anni: in questo modo, le aziende avrebbero i fondi per pagare i fornitori e rimettersi in circolo. La merce nei magazzini, ad esempio, è stata pagata ai fornitori ma non si potrà vendere perché il mondo intero è in blocco: questo potrebbe lasciare vere “cicatrici” anche per i prossimi anni. Bisogna quindi firmare una convenzione in cui vengano aperti i confini per le merci, possibilmente prima di Pasqua.

 

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