Le forniture

Guerra Iran, Giorgetti convoca un vertice sul caro energia. Urso: “Italia in vantaggio su altri Paesi”

Ma secondo Confartigianato Veneto le imprese locali stanno già pagando 5,4 miliardi di euro in più all’anno rispetto alla media europea per i consumi inferiori a 2.000 MWh

Guerra Iran, Giorgetti convoca un vertice sul caro energia. Urso: “Italia in vantaggio su altri Paesi”

La guerra in Iran, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’incertezza globale stanno mostrando già loro impatto significativo sul mercato energetico. In particolare, i prezzi del metano e dell’energia stanno schizzando verso l’alto, con ripercussioni dirette sulle imprese italiane e sulle famiglie.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha più volte sottolineato che l’andamento dei costi energetici è strettamente legato agli eventi geopolitici, come dimostrato dalla guerra in Ucraina e (negli ultimi giorni) dall’escalation di conflitti in Medio Oriente. Il leghista, come riportato dal nostro portale nazionale News Prima, potrebbe presto convocare un tavolo per la gestione del nodo caro energia.

Guerra in Iran, Giorgetti convoca un vertice sul caro energia. Urso: "Italia in vantaggio su altri Paesi"
Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia

Sistema produttivo in apprensione

Il contesto internazionale incerto sta mettendo sotto pressione il sistema produttivo italiano, soprattutto in Lombardia, cuore pulsante dell’industria del paese. Le imprese della regione sono in allerta, poiché l’aumento dei costi energetici rischia di compromettere ulteriormente la competitività. Il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha parlato di un sistema produttivo già in difficoltà a causa dei sovraccosti energetici rispetto ai competitor europei ed extraeuropei. Pasini ha avvertito che questa nuova fase di volatilità energetica potrebbe mettere in crisi molte piccole e medie imprese che già affrontano difficoltà economiche. In un periodo dove la competitività è fondamentale, l’ulteriore aumento dei costi potrebbe tradursi in un rallentamento significativo della produzione e dei profitti.

Medesimo copione per gli imprenditori veneti che si trovano nella stessa situazione di preoccupazione. Secondo Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Veneto, le imprese locali stanno già pagando 5,4 miliardi di euro in più all’anno rispetto alla media europea per i consumi inferiori a 2.000 MWh. Boschetto ha avvertito che un ulteriore aumento dei prezzi potrebbe tradursi in un vero e proprio raddoppio dei costi di produzione, mettendo a rischio la competitività delle aziende locali. L’Italia, infatti, è fortemente dipendente dalle aree maggiormente coinvolte dai conflitti, con una spesa prevista per petrolio e gas naturale che nel 2025 arriverà a 27,6 miliardi di euro, pari al 40,7% degli acquisti energetici esteri. Nonostante la progressiva diminuzione della dipendenza dalla Russia (che nel 2021 era al 64%), la situazione resta delicata.

La strategia illustrata dal ministro Urso

La sicurezza energetica è diventata una priorità assoluta anche per il governo italiano. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, il padovano Adolfo Urso, ha affrontato la questione durante un Question Time alla Camera dei deputati, il 4 marzo 2026, delineando una strategia per proteggere l’Italia dalle turbolenze geopolitiche.

Urso ha sottolineato che, grazie a una politica di diversificazione delle fonti, l’Italia si trova in una posizione relativamente vantaggiosa rispetto ad altri paesi europei. In particolare, la diversificazione delle forniture di gas, provenienti da Nord Africa, Azerbaigian e Stati Uniti, ha permesso all’Italia di diventare un importante hub di transito per il gas naturale liquefatto (GNL), con stoccaggi superiori al 50%, contro una Germania che è scesa sotto il 30%.

“Sul piano dell’approvvigionamento, l’Italia, come ha già chiarito il ministro Pichetto Fratin, è in migliori condizioni di altri paesi, in una posizione ben diversa rispetto al passato”.

Tuttavia, il Ministero ha dichiarato che il tema dei costi dell’energia resta una delle sfide più difficili da affrontare. Il prezzo dell’elettricità in Italia dipende infatti fortemente dalle quotazioni del gas sull’indice TTF, una situazione che espone il paese a una forte volatilità dei mercati. Per contrastare questa dinamica, il governo sta puntando su un piano energetico che prevede l’introduzione del nucleare di nuova generazione, un tipo di energia “pulito e sicuro”, che possa affiancarsi alle rinnovabili nel mix energetico nazionale. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia, soprattutto in un contesto di crescente incertezza internazionale.

Transizione 5.0

Il governo italiano sta anche intervenendo direttamente per sostenere la competitività delle imprese. Con il programma Transizione 5.0, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta incentivando l’efficienza energetica nelle aziende, per ridurre i consumi e rendere più competitivi i costi energetici. Dopo aver attivato investimenti per 4,2 miliardi di euro in pochi mesi, il governo prevede un nuovo ciclo triennale con una dotazione iniziale di 8,4 miliardi di euro. Il piano ha come obiettivo quello di incentivare l’autoproduzione di energia tramite fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica, così da ridurre il peso dell’energia sui bilanci aziendali.

Sul piano europeo, l’Italia ha già ottenuto il supporto per la revisione del sistema ETS e per l’introduzione del “Made in Europe” nell’Industrial Accelerator Act. Urso ha definito questo successo come una vittoria diplomatica, considerando che la proposta italiana sarà esaminata nel prossimo Consiglio Europeo.

Monitoraggio dei prezzi e contrasto all’inflazione

Anche se il prezzo dell’energia è diminuito rispetto ai livelli di picco registrati nei momenti più critici della crisi, il governo italiano continua a monitorare i prezzi e a combattere contro l’inflazione. Il tasso d’inflazione in Italia è sceso dal 11,8% all’1,6%, il più basso d’Europa, ma il governo è vigile su possibili aumenti speculativi dei carburanti e sulle ripercussioni inflazionistiche sui beni alimentari. A tal fine, sono già stati programmati incontri con le associazioni di settore per prevenire speculazioni, e sono previsti controlli da parte della Guardia di Finanza.

Materie prime strategiche

Infine, Urso, ha posto l’accento sull’approvvigionamento di materie prime critiche per la transizione energetica e industriale. L’Italia ha infatti formalizzato la candidatura per ospitare uno dei primi progetti europei di stoccaggio strategico di materie prime, con una possibile localizzazione nel Nord Italia. Questa iniziativa ha lo scopo di garantire la sicurezza delle filiere produttive in caso di crisi internazionali, rafforzando l’autonomia nazionale nelle risorse necessarie per la transizione green.

Parallelamente, è in corso una riforma della normativa mineraria che prevede collaborazioni internazionali con paesi come gli Stati Uniti e la Norvegia per l’accesso a risorse fondamentali per la transizione energetica e digitale.