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Spiagge ancora chiuse

Verso ombrelloni dimezzati, ma quando la riapertura? "Jesolo è pronta a disobbedire"

Gli albergatori e responsabili degli stabilimenti balneari lanciano un ulteriore grido di aiuto: bisogna organizzare la stagione e bisogna farlo adesso.

Economia Jesolo e Lignano, 06 Maggio 2020 ore 14:44


Ancora 8 o 10 giorni di attesa, poi si è pronti a disobbedire: gli albergatori di Jesolo sono stanchi di attendere e lanciano al Governo una nuova sfida. Con o senza autorizzazioni, si ripartirà.

Cosa si chiede

Assumere, dare avvio all'economia e ripartire: servono protocolli sanitari e normative chiare, altrimenti si ripartirà sì, ma a modo proprio. Le autorizzazioni per la sistemazione degli ombrelloni non arrivano e il primo mese di attività è già andato perso. Pagare i costi puri per il 2020 sarebbe già un successo: dato che sono stati costretti a dimezzare gli ombrelloni per mantenere le distanze tra i fruitori, i responsabili degli stabilimenti balneari sono realmente in ginocchio e chiedono aiuto al Governo. Non sovvenzioni ma delle direttive chiare e precise per riprendere a lavorare.

Una tavola rotonda per farsi ascoltare

Lo scorso lunedì 4 maggio 2020, i sindaci delle località turistiche più gettonate (dalla costa romagnola con Rimini e Riccione, passando per l'Alto Adriatico con Jesolo e Caorle, fino ad arrivare alla Costa Smeralda, al Gargano e ad Ischia) della  hanno chiesto un colloquio con la Sottosegretario con delega al Turismo Lorenza Bonaccorsi.

Sono state messe sul tavolo le istanze più urgenti: data di apertura delle spiagge, protocollo sanitario per lavorare in sicurezza, interventi a sostegno di imprese e lavoratori della filiera turistica e promozione. Temi caldi per cui ci sono già delle bozze del Comitato Tecnico Scientifico e che verranno confermate in base all'andamento dei numeri del contagio. L'onorevole conferma che nel decreto che verrà emanato nel fine settimana sarà previsto un pacchetto di aiuti a favore delle piccole imprese, tra cui quelle della filiera turistica, che non hanno usufruito di aiuti nei precedenti decreti.