Economia
Appello al Governo

Caro energia, a rischio i 5 milioni stanziati dal Mise per le aziende del vetro di Murano

E' allarme in particolare per il ritorno al regime "de minimis". Il Vicepresidente della Sezione Vetro di Confindustria Venezia, Cristiano Ferro: "Lo Stato non può abbandonarci".

Caro energia, a rischio i 5 milioni stanziati dal Mise per le aziende del vetro di Murano
Economia Venezia, 06 Settembre 2022 ore 15:17

E' emergenza a Murano per il caro energia. A lanciare l’allarme, il Vicepresidente della Sezione Vetro di Confindustria Venezia Cristiano Ferro.

Caro energia, a rischio i 5 milioni stanziati dal Mise per le aziende del vetro di Murano

Le bollette dell’energia, nel mese di luglio, in alcuni casi hanno sfiorato i 300mila euro (a fronte di un importo di 35mila euro nello stesso periodo del 2021). Eppure, tra le numerose aziende muranesi che hanno presentato la richiesta di accesso ai contributi del fondo istituito dal Mise, pochissime ad oggi hanno ricevuto riscontro.

Dopo l’emanazione del decreto che disciplina il suo funzionamento, a maggio, le aziende hanno tempestivamente iniziato ad inviare le domande.

“Negli ultimi cinque mesi, le vetrerie di Murano hanno lavorato nella certezza di ricevere un parziale rimborso delle spese energetiche. Confidando in questo supporto, quasi tutti si sono esposti dal punto di vista finanziario, visti gli elevatissimi costi del gas. Il fattore più grave, però, è un altro – aggiunge Ferro –. Il 30 giugno scorso è stato sospeso il cosiddetto Temporary Framework, che durante la pandemia ha permesso alle aziende di ricevere sostegni in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. Con il ritorno al regime ‘de minimis’, le imprese potranno ottenere al massimo 200mila euro nell’arco temporale di un triennio. Un tetto che molte realtà sforeranno già con le prime erogazioni”.

“Rivolgiamo, pertanto, un accorato appello al Governo, affinché sblocchi tale situazione surreale – conclude il Vicepresidente della Sezione Vetro di Confindustria Venezia –. La burocrazia non può mettere in crisi la nostra antica arte manifatturiera, che per sua natura è frutto di un processo produttivo altamente energivoro. Salvaguardare questo patrimonio oggi significa essere al fianco delle imprese del vetro anche in una fase così drammatica”.

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