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Task force del Governo: nel team anche un docente di Ca’ Foscari

Il professore Walter Quattrociocchi, docente del dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica, sarà nel team che si occuperà di studiare i dati dell'emergenza per creare nuove forme di intervento.

Task force del Governo: nel team anche un docente di Ca’ Foscari
Venezia, 14 Aprile 2020 ore 11:20

Una nuova battaglia contro il Coronavirus passerà certamente dallo studio dei dati e delle tecnologie disponibili, utili per fronteggiare il diffondersi del Covid19.

Il progetto

Nella conferenza stampa del 10 aprile 2020, Giuseppe Conte aveva annunciato che ad affiancare il Governo ci sarebbe stata una task force formata da esperti in materia economica e sociale che avrebbe offerto il proprio supporto per l’organizzazione della fase 2 della pandemia.

“L’obiettivo del gruppo di esperti – scrive il Ministero – non è solo quello di fornire idee che contribuiscano a fronteggiare le difficoltà in corso sotto il profilo sanitario. La sua funzione è anche in larga parte radunare competenze e stimoli che possano tradursi in seguito in progressi nell’adozione di misure fondate su una conoscenza della realtà che i dati possono offrire”.

Chi interverrà

Nella task force, tra gli esperti, ci sarà anche il professore Walter Quattrociocchi, docente del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore del laboratorio di Data & Complexity presso l’Ateneo. Al docente spetta il compito di coordinare il gruppo che si occuperà di “Web Data e impatto socio economico”. Tramite l’analisi dei dati provenienti dal web e, in particolare, da piattaforme social come Facebook e Twitter, e da motori di ricerca, come Google, questo team svilupperà metodi innovativi e modelli statistici per lo studio dell’emergenza Covid in ambito economico e sociale. In particolare, il team guidato dal docente cafoscarino potrà fornire al Governo strumenti che permetteranno di capire se coloro che si trovano in una determinata area sono a rischio contagio perché entreranno a contatto con un gruppo di infetti di un’area limitrofa, mostrando gli aggregati a livello cittadino e locale.
Sarà certamente interessante osservare gli sviluppi di questo progetto.

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