L'iniziativa

Il gruppo Margherini Doc fa rinascere il giornale La Cisterna

Margherini Doc è un Gruppo fondato il 2 giugno 2009 (questa settimana ha registrato il numero di 6666 membri).

Il gruppo Margherini Doc fa rinascere il giornale La Cisterna
Cultura Marghera, 11 Marzo 2021 ore 08:46

Prende avvio con la storia di Argo 16 il primo numero de La Cisterna, rinato in versione digitale e diffusione gratuita grazie ai Margherini Doc.

Rinasce il giornale di Marghera La Cisterna

Con Celestino Montagner si è potuto recuperare e onorare La Cisterna, ovvero un giornale di Marghera di taglio critico, umoristico e dialettale. La redazione era in Via Canetti, una copia costava 30 lire e il “Comitato per Marghera” era retto da Angelo Scarpa e Aldo Biasiol.

Margherini Doc è un Gruppo fondato il 2 giugno 2009 (questa settimana ha registrato il numero di 6666 membri) amministrato da Massimo Montefusco, Vittorio Baroni, Gabriella Traini, Lucia Giugie, Massimo Acquasalsa Menin e Michele Eto Borsetto. Tra le principali attività dei Margherini Doc vi è la conservazione della memoria socioculturale e territoriale.

L'impegno del gruppo Margherini Doc

Il Gruppo si occupa di creare collezioni storiche della Marghera del '900 e quella antica. L'Archivio Margherini Doc è formato con le donazioni dei membri e integrato con segnalazioni provenienti dal web. La Cisterna è diffusa in collaborazione con il sito margheraforever.org e il gruppo “i ragazzi del patronato Gesù Lavoratore”.

Argo 16 è stata una vicenda margherina rimasta nella memoria collettiva come sconvolgente e pericolosa. Quella mattina del 23 novembre 1973 il bimotore dell’Aeronautica Militare, appena decollato dal Marco Polo di Tessera, precipitò sullo stabilimento Montefibre di Porto Marghera. Tutti morti i quattro membri dell'equipaggio, ma poteva essere una tragedia ben più grande considerato che fu sfiorato il deposito del micidiale gas fosgene.

La Cisterna pubblica le memorie del Maestro del Lavoro Lando Arbizzani, dal 1957 al 2003 ha sempre prestato attività a Porto Marghera, “furono danneggiate 120 vetture... timore per mio padre, infermiere alla Montefibre”. Lo scrittore Alessandro Cuk parla del suo libro “Canto di Fragilità” ispirato ad Argo 16 che “esprime questo senso di metafora, espressione della caducità umana e i ricordi da ragazzo “bastava un rumore un po’ più forte, uno scoppio, uno squillo di sirena per leggere negli occhi della gente un sottile filo di inquietudine”.

Poi altre memorie dei Margherini Doc Elio Urbinati.

"Io ero là e ancora non dimentico. Quella mattina ero in turno 6-14. Dalle finestre del laboratorio un mio collega ha notato l'aereo che andava su e giù, come si fosse perduto. C'era una nebbia indescrivibile”.

I ricordi di Marina Giugie.

"Dopo 3 anni dal disastro, sono andata a lavorare al centro elaborazione dati, c’erano ancora i resti dell’aereo esattamente dove era caduto".

La testimonianza di Fabio Valerio.

"Un caro amico, un poliziotto della vecchia guardia, mi raccontava che intervenuto sul posto, c'erano banconote sparse dappertutto".

Anche i ricordi di Nello Guercini.

"Io quella mattina la ricordo benissimo, ero agli Impianti Pilota e mi avvisarono di uscire dal reparto".

Il pensiero di Roberto Semenzato.

"Ha sorvolato, sfiorato il serbatoio del fosgene. Nel caso l'avesse centrato, sarebbe stato una catastrofe di proporzioni inimmaginabili".

E le parole di Stefano Marchiori.

"Mia mamma lavorò al petrolchimico per un po' di tempo... Io ricordo che quel giorno tornò a casa distrutta. Ho il ricordo di una donna terrorizzata".

La Cisterna è composta da sei pagine e l'ultima riprende alcune immagini dell'antica storia di Marghera. Un particolare della veduta di Jacopo de' Barbari del 1500 dove Marghera era chiamata Margera e un disegno del secolo XVI, conservato all'Archivio di Stato di Venezia, nel quale si nota il nome Margera: sono raffigurati lunghi edifici con porticati e la grande scritta Ostarie.

In altre immagini antiche, alcune di origine imprecisata, si vede la conferma di Marghera chiamata anche Malgera oppure Merghera nel 1536 in una mappa di Benedetto Bordon.