Teatro stabile del Veneto

Cèa Venessia: al Teatro Goldoni un’Odissea nostrana dal Nordest all’Australia

Il debutto i prossimi 7 e 8 agosto al Teatro Goldoni di Venezia alle ore 19.00.

Cèa Venessia: al Teatro Goldoni un’Odissea nostrana dal Nordest all’Australia
Venezia, 31 Luglio 2020 ore 14:51

Australia, 1882. Un gruppo di coloni provenienti dal Veneto e dal Friuli fondano il primo insediamento collettivo italiano del continente: questa la premessa di Cèa Venessia, il nuovo spettacolo del Teatro Stabile del Veneto per la regia di Marco Zoppello. 

Il racconto

Il nome con il quale la colonia viene tramandata oralmente è Cèa Venessia (Piccolo Veneto) – quello che risulta nei documenti è, invece, New Italy – ed è proprio dal nome della tradizione che nasce il titolo del nuovo spettacolo scritto e diretto da Marco Zoppello e interpretato da Stefano Rota: Cèa Venessia. Odissea nostrana dal NordEst all’Australia, una nuova co-produzione del Teatro Stabile del Veneto con Stivalaccio Teatro e Opera Estate Festival che nell’ambito della Stagione Estiva 2020 “Tutti i gusti del teatro” debutta in anteprima sui tre grandi palcoscenici dello stabile il 3 e il 4 agosto al Teatro Mario Del Monaco (ore 19.00), il 5 e il 6 agosto al Teatro Verdi di Padova (ore 19.00) e il 7 e l’8 agosto al Teatro Goldoni di Venezia (ore 19.00).

Vittime di tante promesse…

Cèa Venessia. Odissea nostrana dal NordEst all’Australia racconta di questi migranti partiti dal Veneto del loro viaggio attraverso gli occhi di Giacomo Piccoli, un giovanotto di Orsago. Come lui erano i Tomè, Nardi, Bellotto, Roder, Antoniolli e tanti altri che, spinti dalla fame e dalla miseria, caddero vittime delle promesse di un nobile francese, il Marchese De Rays. Con alle spalle una pianura agricola disperata e arretrata, i Nostri si imbarcarono verso la Nuova Francia pronta ad accoglierli a latte e miele. Inutile dirlo: non trovarono il latte, né tantomeno il miele.

Note di regia

Così racconta Marco Zoppello, regista che ha dato vita al racconto portato in scena:

“4 milioni e 439 mila: sono i Veneti che hanno lasciato le loro case in cerca di fortuna tra il 1876 e il 1978. America, Brasile, Argentina, Canada e Australia, le rotte più percorse. Ho visitato New Italy, questa piccola colonia Australiana, alcuni anni fa. Ho parlato con uomini e donne immigrati molti anni addietro e questa storia si è depositata da qualche parte, come una bronsa cuerta, pronta a riaccendersi. Ci ha pensato Stefano Rota a soffiare via la cenere. Ci interessavano le cause, il contesto storico e questa incredibile odissea nostrana verso un nuovo continente. Ne è nato un racconto popolare, comico e drammatico insieme. Una sorta di filò agrodolce che attinge liberamente dagli idiomi dell’intera regione, dal friulano, dal francese, dall’invenzione e dagli illustri poeti che hanno cantato il territorio.”

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