Cultura

Biennale: dal 29 agosto al 31 dicembre aperture straordinarie del Padiglione Venezia per dare voce agli artisti

Un nuovo modo di fare Biennale: un vero e proprio salotto intellettuale in cui confrontarsi e creare un ponte immaginario con la prossima edizione della Biennale.

Biennale: dal 29 agosto al 31 dicembre aperture straordinarie del Padiglione Venezia per dare voce agli artisti
Venezia, 24 Luglio 2020 ore 15:55

Nonostante il posticipo al 2021 della Mostra internazionale d’architettura, il Comune di Venezia non rinuncia al proprio Padiglione Venezia nei Giardini, dando voce e spazio gratuitamente alle realtà culturali che negli ultimi mesi hanno attraversato una profonda crisi.

Un programma in 13 weekend

Con le “Aperture straordinarie”, dal 29 agosto al 31 dicembre 2020, il Padiglione privilegerà la presenza e le riflessioni di ospiti illustri, invitati a condividere visioni e aspettative sul futuro della cultura. Un programma scandito in 13 weekend, preceduti durante la settimana da eventi introduttivi, all’insegna dello scambio e del confronto tra professionalità e generazioni diverse, con l’obiettivo di identificare un sapere e un vivere nuovo, dettato dal mutamento che la nostra società ha inevitabilmente subito in questi mesi. L’interno del Padiglione prevede l’allestimento di una sorta di salotto, con poltroncine e tavolini pensati per l’occasione dagli artigiani locali.

Il commento della curatrice

Un modo per dare fiducia nel domani, specie ai più giovani:

“Si tratta – spiega la curatrice Giovanna Zabotti – di un ponte virtuale con la Biennale del prossimo anno. Il Padiglione Venezia si riprende il suo ruolo di collante tra le diverse realtà artigianali, artistiche e culturali del Paese. Un’opportunità per immaginare e plasmare un mondo diverso e per invitare i giovani a credere in questo futuro prossimo, apparentemente così incerto. Siamo partiti dall’idea di non esporre opere ma dare esclusivamente visibilità e voce agli artisti, affacciandosi al loro mondo. Uno studio di design ha immaginato poi una grafica, una combinazione di segni che richiamano le finestre del Padiglione e li ha concretizzati in un tessuto prodotto da un’azienda del territorio. In un certo senso, attraverso la voce di queste persone, vogliamo trasmettere ai giovani l’idea che sia comunque sempre possibile ipotizzare e plasmare un mondo nuovo e invitarli a credere in un futuro prossimo, diverso da quello che ci saremmo aspettati ma non per questo meno ricco di opportunità”.

Il progetto è organizzato in collaborazione con l’architetto Michele De Lucchi e Marilisa Capuano, ideatrice di eventi culturali e con la speciale collaborazione del cineasta e artista Ferzan Özpetek. Nelle prossime settimane verrà reso noto l’elenco degli ospiti e il programma delle serate che saranno su prenotazione obbligatoria.

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