Biennale 2020

"Aperture straordinarie": dal 3 settembre apre il salotto del Padiglione Venezia

Una "Inaugurazione infuocata" carica di significato per dare un segnale alla città e al mondo delle arti.

"Aperture straordinarie": dal 3 settembre apre il salotto del Padiglione Venezia
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"Viviamo in pomeriggio destinato ad entrare nella storia della biennale e del padiglione Venezia. Non un'esposizione d'arte ma una celebrazione di questo luogo entrato a fare parte del contesto biennale."
E' così che si è dato il via ad "Aperture straordinarie", il ciclo di incontri che prenderanno vita all'interno del Padiglione Venezia della Biennale, allestito come un salotto e luogo di dibattito sia in presenza che virtuale.

Un appuntamento irrinunciabile, anche in tempi di pandemia

Ogni anno ci si confronta con il mondo: in questo momento, il mondo della cultura si è dimostrato amico di Venezia grazie agli artisti che hanno deciso di raccontare un pezzo del loro sapere e lo fanno proprio tramite questo spazio. Il padiglione Venezia è diventato un elegante salotto, disegnato da Aldo Cibic e Michele Lucchi per accogliere non solo gli artisti ma anche i curiosi che interverranno: un tessuto creato su misura in cui l'artigianato è il protagonista. Qui, sono stati programmati ben 20 eventi che prenderanno vita nei prossimi tre mesi: tutto ciò che sarà possibile ricavare in termini di spunti di riflessione e contenuti sarà il punto di partenza per la prossima biennale.

Una "inaugurazione infuocata" ma impossibile da rimandare

Il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, parla di una:

"Inaugurazione infuocata. All'interno iniziativa anche materiali che ricordano lavoro su Cinecittà e Istituto Luce. È importante mostrare cosa sono i Giardini e i Padiglioni: non si molla dal punto di vista della responsabilità che le istituzioni culturali hanno nei confronti di questa città. Questo laboratorio è un regalo che facciamo al mondo per dimostrare che si può fare."

L'omaggio ad Ennio Morricone

Matteo Gobbo Trioli, presidente di Spirito Nuovo Venezia, spiega perché si è deciso di omaggiare il grande maestro Ennio Morricone, noto in tutto il mondo per le sue colonne sonore che hanno certamente segnato la storia del cinema. Gobbo Trioli parla di una "eleganza anni '30":

"La musica, l'arte stessa non potrebbe esistere se non ci fosse la persona. Alla fine dell'800 ricordiamo Verdi, fautore della genialità che ha portato l'italianità nel mondo. Dopo di lui Puccini che visse come noi una pandemia, la spagnola. Noi siamo qui con mascherine e sofferenza per vivere un grande nome, Morricone: lo ricordiamo quando a San Marco dirigeva nota per nota le sue musiche. Il nostro non è solo un omaggio a Morricone ma alla grande genialità italiana che porta nel mondo arte, cultura e stile di vita"

A suonare non solo le note di Morricone con "C'era una volta in America" e "Nuovo cinema Paradiso", ma anche Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini è stata la Venice Chamber Orchestra, composta da 20 elementi scelti del conservatorio del Veneto.
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L'ingresso del Padiglione Venenzia

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Nella prima sala del Padiglione, video d'epoca forniti dall'Istituto Luce che raccontano le prime Biennali

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La Venice Chamber Orchestra

Aperture Straordinarie
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