Cronaca
Il macabro ritrovamento

Volpe rossa intrappolata con un laccio-trappola illegale

L'animale agonizzante, purtroppo, non ce l'ha fatta: le ferite erano troppo gravi.

Volpe rossa intrappolata con un laccio-trappola illegale
Cronaca Venezia, 03 Giugno 2021 ore 14:24

I Carabinieri del Nucleo CITES di Venezia e della Stazione Carabinieri Forestale di Portogruaro, nell’ambito di una indagine relativa al posizionamento di trappole atte alla cattura e uccisione di selvatici (nello specifico di volpi e altri mammiferi predatori), hanno proceduto al sequestro di una trappola armata, già posizionata su un terreno agricolo, nonché di altri sistemi a scatto per la cattura di animali, alcuni realizzati artigianalmente ed altri di origine industriale, il cui utilizzo è rigorosamente disciplinato dalla legge nazionale e regionale.

Volpe rossa intrappolata con un tremendo laccio-trappola, l'intervento dei Carabinieri

In particolare, ancorato alla recinzione perimetrale di un pollaio, i militari hanno rinvenuto un laccio-trappola, posizionato in un foro della rete realizzato e strutturato per sollecitare il passaggio degli animali selvatici, armato e pronto per la sua funzione di morte.

Il sequestro è collegato al rinvenimento, nella medesima zona e nei primi mesi dell’anno, di un esemplare di Volpe rossa (Vulpes vulpes) imprigionato da un laccio-trappola ed agonizzante per le ferite procurategli dalla stessa trappola artigianale, posizionata in un terreno agricolo, analoga a quella oggetto di sequestro. L’Animale, poco dopo il ritrovamento, è deceduto a causa delle lesioni interne provocategli dalla trappola stessa.

Proprio le successive indagini, eseguite dal Nucleo CC CITES di Venezia e dirette dal P.M. Dott. Giorgio GAVA, hanno portato all’identificazione del principale sospettato per la violazione del disposto art. 544 bis del c.p. (uccisione di animali) e al successivo sequestro delle trappole in possesso del soggetto.

È opportuno precisare che l’utilizzo del laccio-trappola, oltre ad essere illegale, è da considerarsi un mezzo di cattura cruento in quanto, nell’imbrigliare l’animale catturato, ne causa la morte lentamente, tra atroci sofferenze, quale conseguenza delle procurate lesioni interne.

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