Jesolo

"Volete un Rolex?", ma l'orologio è un tarocco e loro sono carabinieri in borghese: denunciato

E' successo mercoledì scorso i spiaggia a Jesolo. I militari erano in servizio per contrastare i furti in spiaggia.

"Volete un Rolex?", ma l'orologio è un tarocco e loro sono carabinieri in borghese: denunciato
Cronaca Jesolo e Lignano, 27 Agosto 2021 ore 11:56

Propone orologi contraffatti ai Carabinieri in borghese in servizio per contrastare i furti in spiaggia, denunciato.

"Volete un Rolex?", ma l'orologio è un tarocco

Nel corso del pomeriggio di mercoledì 25 agosto, militari della Stazione Carabinieri di Jesolo hanno denunciato in stato di libertà un 44enne, cittadino senegalese, con trascorsi giudiziari, residente nel sandonatese, per commercio di prodotti con segni falsi.

Militari della Stazione di Jesolo nel corso di un servizio in abiti civili lungo l’arenile, allo scopo di contrastare la commissione di furti ai danni dei bagnanti che a volte lasciano imprudentemente i loro beni sotto l’ombrellone, sono stati avvicinati da un uomo che gli ha proposto l’acquisto di un Rolex.

Il tentativo di fuga

I Carabinieri hanno subito ipotizzato che quanto proposto poteva essere o provento di furto oppure un’imitazione dell’originale e si sono a ragion veduta qualificati. L’uomo, capita la malaparata, ha cercato di fuggire ma è stato prontamente fermato dal personale operante e, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 23 orologi di note griffe verosimilmente contraffatti e di un kit portatile “link pin remover” con strumenti per riparazione e regolazione cinturini per orologiai.

Multe salate per chi compra merce contraffatta

L’interessato è stato denunciato ed il materiale posto sotto sequestro anche al fine di cercare di risalire la c.d. filiera della contraffazione. Si ricorda che anche gli acquirenti di merce contraffatta possono avere conseguenze in base al “Decreto sulla competitività”, nell’ambito della lotta alla contraffazione di prodotti e di tutela della proprietà intellettuale, che ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 7.000 euro a carico di coloro che acquistano o accettano, senza averne prima accertata la legittima provenienza, merce che, sia per la qualità che per la condizione di chi la offre in vendita o ancora per la scarsa entità del prezzo, inducano a credere che siano state violate le normative in ordine all’origine o provenienza di tali prodotti ed in materia di proprietà intellettuale.