Cronaca
Guardia di Finanza

Venezia, 3mila borse "tarocche" sequestrate al Porto

Denunciata una cittadina di origini cinesi residente in Italia, rappresentante legale di un’azienda operante nella vendita di prodotti al dettaglio sull’e-commerce.

Venezia, 3mila borse "tarocche" sequestrate al Porto
Cronaca Venezia, 29 Luglio 2022 ore 14:56

Porto di Venezia: GdF e ADM sequestrano 2’898 borse contraffatte a marchio “Louis Vuitton”. La merce, se immessa sul mercato del falso, avrebbe generato proventi illeciti per 300'000 euro circa.

Venezia, 3mila borse "tarocche" sequestrate al Porto

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, congiuntamente ai funzionari dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, hanno sottoposto a sequestro circa 3.000 borse ritenute contraffatte, recanti il marchio di un noto brand francese, specializzato in pelletteria ed accessori di alta moda.

Il servizio trae origine dai controlli posti in essere presso il Porto Commerciale di Fusina sui trailers sbarcanti dalle motonavi di provenienza greca, a seguito dell’intensificazione degli scambi commerciali dopo la lunga flessione del biennio caratterizzato dalla pandemia di Covid-19.

Nel dettaglio, gli operanti hanno sottoposto ad un controllo approfondito un semirimorchio contenente una moltitudine di colli posizionati alla rinfusa, al cui interno erano presenti borse da donna caratterizzate da un evidente richiamo alla griffe del lusso. Per accertare la non autenticità della merce, stante l’elevata manifattura del prodotto, si è reso necessario l’ausilio della società peritale operante per il citato marchio che ha stabilito come i colori utilizzati fossero identici agli originali, con leggere differenze nella qualità dei materiali e nelle finiture.

Successivi approfondimenti hanno portato a deferire all’Autorità giudiziaria una cittadina di origini cinesi residente in Italia, rappresentante legale di un’azienda operante nella vendita di prodotti al dettaglio sull’e-commerce, in quanto ritenuta responsabile del reato di contraffazione. Gli articoli, pronti per essere immessi sul mercato del falso, avrebbero fruttato guadagni illeciti per un ammontare di 300.000 euro circa.

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