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“Veneto City” non si farà: decade l’accordo firmato nel 2011 per “La vuota scatola d’oro”

Franceschi: "E' un’iniziativa speculativa nata già vecchia"

“Veneto City” non si farà: decade l’accordo firmato nel 2011 per “La vuota scatola d’oro”
Venezia, 25 Giugno 2020 ore 10:58

Dopo quasi 10 anni, l’amministrazione di Dolo ha dichiarato la decadenza dell’accordo. Non nascerà quindi il polo che avrebbe accolto uffici, centri commerciali e addirittura una sede dell’università tra Dolo e Pianiga.

Era stato soprannominato “La vuota scatola d’oro”

Già in passato, qualcuno aveva definito questo progetto come una “vuota scatola d’oro”: un bel contenitore dall’ampiezza di 700mila metri quadri e dalla cubatura di 1,7 milioni di metri cubi.

“Veneto City è un’iniziativa speculativa nata già vecchia  – ha detto Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia e Rovigo – perché è null’altro che la copia in grande di quanto già presente, in abbondanza, nel triangolo tra Venezia, Padova e Rovigo. Nonostante le trionfalistiche espressioni utilizzate da progettisti e ideatori, la sostanza di queste operazioni emerge chiaramente: sono “non luoghi” destinati al consumo. Veneto City avrebbe ucciso il commercio, quello vivo, di vicinato nei nostri centri urbani”.

Così commenta l’associazione ambientalista Opinione Zero:

“A 8 anni dalla sua approvazione firmato da Zaia, l’archiviazione di Veneto City dimostra una volta di più la natura tutta speculativa di un progetto che fin dall’inizio abbiamo denunciato e contrastato duramente. La retorica e i falsi propositi dei proponenti e di tanta parte della politica alla fine si sono sciolti come neve al Sole. Avevamo già vinto sulla camionabile, sull’interramento dell’elettrodotto Terna, su Città della Moda, sul Polo Logistico di Dogaletto e il centro commerciale di Calcroci; attendavamo il turno di Veneto City, come attendiamo la cancellazione definitiva della Romea Commerciale, ma ora tiriamo un bel sospiro di sollievo e festeggiamo. In tutte queste vicende certamente le inchieste giudiziarie e la crisi economica seguita al crack finanziario del 2008 hanno avuto il loro peso”

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