Beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro sono in corso di sequestro preventivo nell’ambito dell’operazione “Petrolio Dorato”, condotta dai Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica con il Nucleo Operativo Ecologico di Bologna.
L’attività, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, interessa anche il Veneto oltre a Lazio e Campania.
Traffico illecito di oli esausti, sequestri anche in Veneto
Il provvedimento riguarda sei persone indagate, ritenute a vario titolo coinvolte in associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, favoreggiamento, falsità ideologica in atto pubblico e abuso d’ufficio. Gli episodi contestati sono stati ricostruiti dagli investigatori tra il 2021 e il 2022 in diverse regioni, tra cui il Veneto.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe operato attraverso società autorizzate alla raccolta di oli vegetali esausti, materiale classificato come rifiuto ma con valore economico perché destinato alla produzione di biodiesel. Attraverso la gestione e la rivendita del prodotto sarebbero stati ottenuti profitti ritenuti illeciti.
Precedenti misure cautelari
Una prima fase dell’inchiesta risale al 14 maggio 2025, quando il Gip aveva disposto misure cautelari nei confronti di undici indagati: cinque agli arresti domiciliari, tre con obbligo di dimora e tre con divieto di esercitare attività imprenditoriali o incarichi direttivi nel settore della gestione dei rifiuti.
In quell’occasione erano stati sequestrati anche i compendi societari e le strutture aziendali di due imprese ritenute centrali nell’indagine.
Sequestro patrimoniale fino a 3 milioni
Il nuovo decreto, basato su accertamenti patrimoniali, prevede il sequestro di disponibilità finanziarie, beni e immobili, anche intestati a terzi, fino alla concorrenza di circa 3 milioni di euro, cifra considerata il profitto dei reati contestati, in particolare quello previsto dall’articolo 452 quaterdecies del codice penale.