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Tir provenienti dall’Est Europa carichi di pellet contraffatto fermati al casello di Venezia Est

A bordo degli autoarticolati c'erano 118 tonnellate di materiale.

Tir provenienti dall’Est Europa carichi di pellet contraffatto fermati al casello di Venezia Est
Cronaca Venezia, 09 Marzo 2021 ore 09:51

Eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso nuovi sequestri di pellet contraffatto o non conforme.

Maxi sequestro di pellet contraffatto dei finanzieri trevigiani

Da Prima Treviso

Nuovi sequestri di pellet contraffatto o non conforme sono stati eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso che, nel corso dei controlli al casello autostradale di “Venezia Est”, hanno intercettato alcuni autoarticolati provenienti dall’Est Europa e diretti in varie regioni d’Italia (Calabria, Lazio, Puglia, Campania), con a bordo 118 tonnellate di pellet, di cui 94 riportanti indebitamente il marchio ENplus®, comprovante l’alta qualità del prodotto, mentre 24 sono risultate prive delle informazioni in lingua italiana sulle caratteristiche del prodotto e sulle modalità d’impiego.

Maxi sequestro di pellet contraffatto dei finanzieri trevigiani: 13 persone segnalate

Mentre le 12 persone coinvolte nel traffico internazionale del prodotto contraffatto sono state denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, per i reati di contraffazione e ricettazione, per il carico privo di indicazioni in italiano il responsabile è stato segnalato alla Camera di Commercio di Treviso-Belluno per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice del consumo.

Gli approfondimenti delle Fiamme gialle

A insospettire le Fiamme Gialle della Compagnia di Treviso circa la genuinità dei carichi è stata la mancata indicazione, nelle lettere di vettura internazionale esibite dai conducenti, dei luoghi di destinazione o dei nomi delle imprese destinatarie del pellet, che poi si è accertato era destinato a essere venduto al dettaglio, in sacchetti da 15 kg, in provincia di Cosenza, Foggia, Roma, Napoli e Caserta.

Gli ulteriori approfondimenti, svolti con l’ausilio dell’A.I.E.L. (Associazione Italiana Energie Agroforestali), che ha la propria sede operativa a Legnaro (PD), licenziataria del marchio ENplus® per il territorio italiano, hanno permesso di verificare che il pellet era stato prodotto da società con sede in Croazia e Ucraina, non autorizzate all’utilizzo del marchio di certificazione di qualità; il prodotto sequestrato era quindi stato confezionato in buste, sulle quali erano stati poi apposti, da parte di distributori lituani, estoni, cechi e sloveni, codici identificativi di certificazione ENplus® scaduti.

Maxi sequestro di pellet contraffatto dei finanzieri trevigiani: 13 persone segnalate

Il pellet, in base alle dichiarazioni dei conducenti di nazionalità croata e ucraina e alla documentazione di viaggio consegnata nel corso dei controlli, è entrato in Italia attraverso i valichi di confine delle province di Udine, Gorizia e Trieste, prima di essere bloccato dai finanzieri trevigiani.

Una truffa sempre “di moda”

Questi nuovi interventi vanno ad aggiungersi agli imponenti sequestri eseguiti negli ultimi mesi da parte della stessa Compagnia Treviso e della Tenenza di Castelfranco Veneto, che hanno impedito l’immissione in consumo di un totale di oltre 160 tonnellate di pellet contraffatto, falsamente certificato o riportante la falsa indicazione di origine “Made in Italy”.

L’operazione delle Fiamme Gialle trevigiane, svolta a tutela dei consumatori e degli operatori onesti e rispettosi delle regole, rientra nel rafforzamento del dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti di merci, attuato tramite un costante presidio delle tratte autostradali interessate dai maggiori flussi veicolari.

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