La sentenza

Stupra una ragazzina di 11 anni a Mestre, condannato a 14 anni Massimiliano Mulas

Il tribunale dispone il risarcimento per la vittima e la famiglia e conferma la custodia cautelare nel carcere di Gorizia

Stupra una ragazzina di 11 anni a Mestre, condannato a 14 anni Massimiliano Mulas

Il giudice per l’udienza preliminare Benedetta Vitolo ha inflitto una pena di 14 anni di reclusione a Massimiliano Mulas, il quarantacinquenne di origini sarde responsabile della violenza consumata lo scorso anno ai danni di una bambina di 11 anni, a Mestre.

Condannato a 14 anni Massimiliano Mulas

La sentenza, emessa con rito abbreviato, include lo sconto di un terzo della pena previsto dalla procedura. Oltre alla detenzione, il magistrato ha stabilito una provvisionale di 100.000 euro a favore della giovane e dei suoi genitori, rinviando la quantificazione definitiva del danno alla sede civile. Il condannato ha inoltre il divieto perpetuo di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori o di svolgere attività lavorative a contatto con essi.

Ragazzina di 11 anni a Mestre

L’aggressione è avvenuta il 10 aprile dello scorso anno a Mestre. L’imputato ha pedinato la bambina fino all’androne del suo palazzo, costringendola con la forza a entrare e abusando di lei sotto minaccia di morte. L’azione criminale si è interrotta solo quando la madre di un’amica della vittima ha suonato il campanello dell’abitazione.

Durante la fuga, l’aggressore ha smarrito il portafoglio contenente i documenti d’identità, permettendo ai Carabinieri un’identificazione immediata. Attualmente l’autore del reato è recluso nel carcere di Gorizia, dove riceve assistenza dal centro di salute mentale.

Le accuse formulate dalla Procura riguardano la violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, la violazione di domicilio, la violenza privata e le minacce.

I precedenti

Il profilo del quarantacinquenne evidenzia una serialità specifica: in passato era già stato condannato per tentato stupro con arma bianca ai danni di una trentatreenne a Cavalese. Dopo aver scontato quattro anni e mezzo di carcere, aveva aggredito altre due persone e, successivamente, una minorenne in provincia di Cuneo, agendo quasi sempre nei pressi degli ingressi domiciliari.