la proposta

“Servizio Veneto”, il progetto del Presidente Stefani per trasformare i giovani bulli in volontari

L'iniziativa, lanciata durante la campagna elettorale, dedicata a instaurare il senso civico nei giovani. Su questa scia a Conegliano sta funzionando il progetto giovani

“Servizio Veneto”, il progetto del Presidente Stefani per trasformare i giovani bulli in volontari

Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha accolto volentieri l’iniziativa del Comune di Conegliano (Treviso) per riabilitare i giovani bulli: gli studenti sospesi devono andare nelle case di riposo e lavorare assieme al personale.

Bulli a servizio degli anziani

Il Particolare, il Governatore ha voluto sottolineare come quest’iniziativa si allinei al suo “Servizio Veneto“. Infatti, ha dichiarato:

“Spirito di servizio, senso di responsabilità, sentimento di cittadinanza. Sono caratteristiche che i giovani devono imparare. Vale per chi si comporta male a scuola, come per i bulli che riempiono le cronache con le loro stupide imprese. Per questo esprimo apprezzamento per il progetto di Conegliano che vede gli studenti sospesi prestare attività nelle case di riposo. Un’iniziativa che trova piena sintonia e la sua estensione in ‘Servizio Veneto’, il programma della Regione che, tra l’altro, riserverà a ragazze e ragazzi l’occasione di vivere alcuni giorni come volontari della Protezione civile o di altre associazioni”

Di fatto, già in campagna elettorale, Stefani aveva voluto proporre un’iniziativa che coinvolgesse i giovani per insegnarli lo spirito di servizio, il senso del dovere, la disciplina e l’amore per il proprio territorio. Il motivo principale sarebbero proprio i continui scontri tra baby gang e l’aumento delle denunce di minorenni e giovani sotto i 25 anni.

Il Presidente della Regione ha voluto anche evidenziare:

“Aiutare gli altri, pulire le strade o prendersi cura dell’ambiente può essere una scoperta di valori che apre percorsi di vita, non solo utili al prossimo, ma altamente formativi per scoprire lo spirito di servizio in favore della comunità. È l’idea ambiziosa di offrire a tutti l’opportunità di diventare volontari al servizio della società. È obbligare chi ha sbagliato a trasformarsi da peso in risorsa“.

Infatti, i giovani coinvolti nel progetto di Conegliano sono stati impegnati in attività di supporto per: il personale educativo e del servizio manutenzioni di Casa Fenzi, il personale educativo di Casa S. Antonio, per gli educatori dei servizi Progetto Giovani e Informacittà-Informagiovani “C. Pavesi”. Inoltre, è in corso la stesura di una convenzione con la Casa di Riposo Fondazione S. Augusta.

Il Servizio Veneto

Il progetto del Governatore non è ancora entrato in funzione, ma probabilmente non bisognerà aspettare tanto. Inoltre, ha voluto evidenziare che ci potrebbe essere la possibilità di organizzare un campus di due settimane dedicato a far conoscere ai giovani il mondo della Protezione civile. Infatti, ha affermato:

“Con Servizio Veneto la Regione si porrà l’obiettivo di contrastare il disagio giovanile, oltre che il bullismo, anche offrendo percorsi che consentano di confrontarsi con esperienze di impegno sociale. L’idea comprende un campus di due settimane in cui ragazze e ragazzi possano calarsi totalmente nello spirito che anima le migliaia di uomini e donne nella galassia di gruppi della nostra Protezione civile e di altre associazioni”.

Il progetto di Conegliano ha colpito anche Valeria Mantovan, Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, che, con un post, ha voluto sottolineare la sua approvazione e il suo supporto:

“Grazie al progetto di Cittadinanza Attiva e Solidale del Comune di Conegliano, gli studenti delle scuole superiori sospesi hanno trasformato i giorni di sanzione in un’occasione di servizio alla comunità, dedicandosi agli anziani delle RSA del territorio.

Collaborano con il personale, partecipano alle attività con gli ospiti e riflettono sull’esperienza, imparando responsabilità, rispetto e senso civico.

Un sentito ringraziamento ai dirigenti scolastici, ai docenti, alle famiglie, agli educatori e a tutto il personale delle RSA che hanno creduto nel progetto e lo sostengono con impegno.

È grazie a questo lavoro di squadra che un provvedimento disciplinare può trasformarsi in una vera opportunità di crescita personale e comunitaria”.

 

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