Tragedia

Scialpinista veneziano travolto da una slavina a Recoaro Terme: chi era Massimiliano Ferru

Le Piccole Dolomiti sono risultate fatali al 50enne di Marghera: infido un lastrone di neve ghiacciata

Scialpinista veneziano travolto da una slavina a Recoaro Terme: chi era Massimiliano Ferru

Ne avevamo scritto con dispiacere anche noi, ieri stesso, della slavina che sulle Piccole Dolomiti si è portata con sé la vita di Massimiliano Ferru, 50enne residente nel veneziano, che con un amico aveva deciso di affrontare la montagna secondo una via percorsa chissà quante altre volte, salendo per Vajo Diagonale e tornando per Vajo Gabele.

Esperti alpinisti

Da esperti arrampicatori, Ferru ed il compagno di escursione, erano attrezzati alla bisogna ed immaginavano di poter iscrivere la prima bella uscita del 2026, nel diario delle loro imprese sportive.

Non erano dei dilettanti della montagna ma coscienziosi arrampicatori ed anche ieri, 2 gennaio 2026, l’equipaggiamento era adatto: c’erano il casco, i ramponi, la piccozza, la corda e nello zaino tutto l’occorrente per la giornata.

Né l’itinerario dell’escursione, affrontato di buon mattino e già noto ai due, era di chissà quali difficoltà.

L’imponderabile

Non potevano sapere, invece, che avrebbero fatto i conti con una lastra ghiacciata che non ha colto l’amico, ma che ha portato giù Massimiliano Ferru per qualche decina di metri, mandandolo ad urtare sulle guglie affioranti dalla neve, che nel suo rotolare gli hanno procurato le ferite mortali.

Ferru non era neppure stato inghiottito dalla slavina è andato rimbalzando tra uno e l’altro masso fino ad essere soccorso dal suo stesso compagno che lo ha raggiunto con relativa facilità, quando ormai per lui c’erano poche speranze.

Il contesto

Erano saliti a Recoaro Terme e stavano rientrando alla trattoria “La Gabiola” nel pianoro delle Montagnole, dove avevano lasciato l’autovettura e da dove erano partiti salendo, come detto, per Vajo Diagonale.

Sulla via del rientro, l’escursione ha preso la piega della tragedia e, come raccontato, le Piccole Dolomiti sono risultate fatali a Massimiliano Ferru: infido un lastrone di neve ghiacciata ed instabile che si è staccata dal monte, fortunosamente risparmiando il compagno di escursione che si trovava più in alto.

L’allarme immediato e il tentativo di soccorso

L’amico ha raggiunto rapidamente il piede della slavina, procurandosi a sua volta qualche escoriazione e, trovato il compagno ancora in vita, ha dato l’allarme al quale hanno risposto il Soccorso Alpino del luogo supportato dall’elicottero di Treviso emergenza.

Per Massimiliano Ferru, però, non c’è stato nulla da fare ed in elicottero la salma è stata portata al campo base a disposizione delle autorità nel frattempo intervenute.

Piange Marghera

Massimiliano Ferru, è cresciuto a Villa Bona di Marghera e la montagna era la sua passione.

Lì di lui ne parlano proprio per la passione della montagna e per il carattere gioviale. Mancherà alla famiglia ed ai tanti amici che aveva proprio a Marghera, suo quartiere di origine con il quale aveva sempre mantenuto i rapporti.

Massimiliano Ferru

I veneziani capiscono

Consentite una divagazione, voi che mi avete letto si qua? Mentre scrivevo, pensavo al richiamo che le montagne esercitano sulla gente di Venezia.

Ci siete mai stati volgendo le spalle alla laguna, durante qualche giornata dal cielo terso, con le cime montane imbiancate sullo sfondo, lungo tutto lo skyline?

Ecco, esse esercitano quel richiamo irresistibile che fa dei veneziani dei grandi amanti della montagna la quale, però, stavolta è stata matrigna.

Buona salita, Massimiliano.