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Rapina alla sala slot di Spinea, preso il complice dopo due anni

Nel 2019 avevano assaltato la sala giochi per un bottino da... 130 euro.

Rapina alla sala slot di Spinea, preso il complice dopo due anni
Cronaca Mirano, 06 Settembre 2021 ore 15:46

Nella notte del 28 settembre 2019, due uomini, con il volto travisato da caschi integrali, guanti sulle mani per non lasciare impronte, e  uno armato di una pistola semiautomatica, facevamo irruzione all’interno della sala slot  Admiral Club di via Roma 170 a Spinea. Puntando l’arma alla dipendente, si facevano aprire la cassa, prelevando un bottino (magro) di  130 euro, per poi richiudere la donna, all’interno dello sgabuzzino prima di fuggire. Oggi, a due anni di distanza, il secondo dei due banditi è stato assicurato alla giustizia.

Rapina alla sala slot di Spinea: il primo bandito

Sul posto erano intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia e grazie anche alle indagini scientifiche svolte dal Ris di Parma sui pochi elementi raccolti all’interno della sala slot, gli investigatori erano riusciti a risalire agli autori, dando loro un volto e  un nome. I due soggetti erano stati dunque denunciati in stato di libertà, con la richiesta di idonee misure cautelari, che venivano accolte. Pertanto a marzo di quest’anno, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Favaro Veneto, avevano tratto in arresto il primo dei due uomini,  Robert Octavian Radion, cittadino romeno classe 2000, in Italia senza fissa dimora

L’uomo, che era sottoposto agli arresti domiciliari per scontare una pena comminata del Tribunale per i minorenni di Roma per reati di furto commessi a Roma, era evaso dalla misura cui era sottoposto, rendendosi irreperibile.

Ma non era comunque riuscito a sfuggire alle indagini dell'Arma. I militari, infatti, erano riusciti successivamente a rintracciarlo, e durante le operazioni di rito, tra cui quelle di perquisizione dagli ambienti del locale  dove l’uomo si era rifugiato, erano emerse altre responsabilità a suo carico. Erano stati infatti rinvenuti  oltre tre chilogrammi di marijuana, una pistola Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa e 25 munizioni (probabilmente l'arma era stata usata per la rapina alla sala slot), un passamontagna, documenti di identità e guida falsi, un bilancino e oltre 650 euro in contanti.

Oltre all’arresto per le “vecchie” pendenze con la giustizia, era scattato quindi anche quello in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, detenzione illegale di arma clandestina e munizionamento, possesso di documenti falsi e ricettazione.

Il complice

Il secondo responsabile della rapina  si era reso anch’esso irreperibile.  Ma le ricerche non si sono fermate e oggi, lunedì 6 settembre 2021, si sono concretizzate con l'arresto. Alle prime luci dell’alba i Carabinieri del Norm si sono presentati presso il domicilio del secondo uomo, M.I.C. classe 92, anch’esso cittadino rumeno, pregiudicato, notificandogli l’ordinanza che il giudice aveva spiccato nei suoi confronti nel marzo di quest’anno e traendolo in arresto.