Gli arresti sono stati convalidati il 4 febbraio 2026 dopo gli scontri avvenuti il 31 gennaio a Torino, al termine di un corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. Nel corso delle tensioni due agenti padovani sono rimasti feriti. La Digos ha fermato tre partecipanti ritenuti coinvolti nell’aggressione.

Arresti domiciliari a un 22enne di Arcidosso, originario del veneziano
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22 anni, originario di Arcidosso, in provincia di Grosseto. Il giovane, indicato come grossetano, risulta però domiciliato a Bologna, città di residenza della madre, mentre il padre è di origine veneziana.
Per gli altri due fermati, Matteo Campaner e Pietro Desideri, è stata invece decisa la scarcerazione con obbligo di firma, scelta che ha alimentato polemiche per i fatti di Torino.
Le contestazioni riguardano lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

La decisione del gip e le motivazioni
Nel provvedimento di convalida il giudice indica la presenza di indizi a carico del 22enne in relazione agli episodi del 31 gennaio. Secondo quanto riportato, il giovane non era travisato, non era in possesso di strumenti di protezione (quali scudi o caschi), dimostrando anzi una certa ingenuità operativa come attestato dalla scelta di indossare indumenti sgargianti, che con facilità ne consentivano l’immediato riconoscimento. L’identificazione sarebbe avvenuta anche grazie al giubbotto rosso indossato durante il corteo.
Il magistrato ha inoltre tenuto conto della disponibilità dei familiari ad accoglierlo nell’abitazione indicata per i domiciliari, fuori dal contesto torinese in cui si sono verificati gli scontri.
Durante l’udienza di convalida il 22enne avrebbe sostenuto di non aver partecipato all’aggressione. “Stavo scappando, non ho spinto nessuno”, ha affermato.
Non sono mancate le polemiche
La decisione di applicare misure meno restrittive agli altri due indagati ha suscitato reazioni politiche.
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha commentato:
“Già a piede libero. VERGOGNA”.