giovedì 5 marzo

Protesta contro Carlo Calenda a Ca’ Foscari: il Collettivo Sumud interrompe l’incontro con Futura

Striscione e megafono interrompono l’incontro organizzato da Futura Venezia, "salutando" con il gesto della P38

Protesta contro Carlo Calenda a Ca’ Foscari: il Collettivo Sumud interrompe l’incontro con Futura

L’Università Ca’ Foscari di Venezia a quattro mesi di distanza è stata teatro di una nuova protesta contro i rappresentanti politici, questa volta contro Carlo Calenda e l’associazione Futura. In particolare, la contestazione è stata organizzata dal Collettivo Sumud che ha interrotto il parlamentare in aula con uno striscione e un megafono.

Protesta contro Carlo Calenda

Ciò che ha richiamato la precedente protesta è stato il gesto della P38 fatta da uno dei ragazzi mentre salutavano andando via. Di fatto, già con Emanuele Fiano, presidente dell’associazione Sinistra per Israele – Due popoli due stati è andato due volte all’Università Ca’ Foscari: il primo incontro è stato annullato quando i manifestanti hanno interrotto la conferenza; il secondo è avvenuto in presenza della Ministra Bernini e appena otto studenti appartenenti all’associazione Futura Venezia.

La protesta contro Fiano

Questa volta l’invito di Futura Venezia era rivolto a Carlo Calenda e alla nascita di Azione Venezia, organizzato nella giornata di giovedì 5 marzo 2026. Infatti, come ha scritto il Collettivo Sumud su Instagram:

“In un momento in cui la democrazia liberale svela il proprio volto, fatto di bombe sganciate sulla popolazione iraniana da quei fari di democrazia che sono gli USA e Israele (e tutta quella cricca che sguazza negli Epstein files), ci sembra assurdo vedere partiti che provano ad entrare in università.

Oggi Futura, lo stesso gruppo che aveva invitato il sionista Fiano, ha ben pensato di ospitare Calenda al campus economico di Ca’ Foscari, per inaugurare la nascita di Azione a Venezia.

Data la poca importanza di Calenda nel mondo, e vista la tristezza di chi fa parte di Azione, non volevamo perdere troppo tempo a contestare sta gente. Però i partiti ci fanno schifo, così come la democrazia liberale che difendono, e quindi eccoci di nuovo presenti”.

Secondo il Collettivo, il senatore si sarebbe “nascosto” nel tentativo di evitare il confronto. Infatti, il loro post su Instagram continua con:

“Al nostro arrivo, mezz’ora dopo l’inizio dell’incontro, Calenda era nascosto da qualche parte, per paura del confronto. Talmente intimoriti della loro stessa ombra, fanno ritardare il tutto per evitare lo scontro, ma non ci siamo fatti troppi problemi a interrompere più volte, mentre gli studenti che andranno a ingrossare le fila delle elite nelle guerre di domani facevano foto delle loro facce indignate.

Poco da pianzere

Invitiamo tuttx a disertare questo mondo fatto di guerra, i partitoni e partitini che la legittimano, a smettere di delegare le nostre vite e a prendere in mano la situazione.

Se la guerra è il presente, guerra alla guerra, guerra al futuro, ma anche a Futura“.

 

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La risposta del Senatore e di Futura

Carlo Calenda non ha voluto dare troppa importanza al gesto scrivendo su Facebook:

“Non ne farei una questione. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati. So ragazzi”.

Anche l’Associazione Futura ha voluto rispondere, denunciando il fatto che la protesta è stata condivisa sui social anche da esponenti politici locali:

“In seguito alla rivendicazione sui social dei fatti accaduti da parte del Collettivo Sumud, riteniamo opportuno esprimere la nostra posizione su quanto avvenuto presso il Campus di San Giobbe nel corso del dibattito pubblico con il senatore Carlo Calenda. In un primo momento, abbiamo preferito ignorare i fatti avvenuti: tuttavia, alla luce dei toni e dei contenuti dei video pubblicati dal collettivo sui social e successivamente ripresi da diversi organi di stampa, riteniamo necessario chiarire la nostra posizione.

Sui social network infatti sono comparsi numerosi commenti e prese di posizione dai toni intimidatori e offensivi nei confronti dell’associazione e dei suoi soci. In particolare, sotto i post pubblicati dal collettivo sono apparse frasi e slogan che richiamano esplicitamente la violenza, come “guerra a Futura”, accompagnate da commenti e messaggi che vanno ben oltre la legittima espressione di dissenso e il normale confronto tra posizioni diverse”.

Carlo Calenda
Carlo Calenda

Nei commenti al post del Collettivo compare la frase: “Guerra alla guerra, il futuro è la guerra, guerra a futura”. Non risultano altri commenti offensivi o che incitano all’odio, anche se alcuni potrebbero essere stati rimossi dalla pagina Instagram stessa.

L’Associazione ha poi continuato spiegando che l’incontro è stato organizzo per offrire agli studenti un confronto diretto con i protagonisti della vita pubblica. Inoltre, Futura ha voluto sottolineare che anche alcuni figure pubbliche hanno ripreso lo slogan “Guerra a Futura”, come avrebbe fatto la referente regionale di UGS – AVS.

“Durante l’incontro, come avviene in ogni iniziativa pubblica, tutti gli studenti presenti hanno avuto la possibilità di intervenire e prendere parola. Tuttavia, coloro che hanno scelto di interrompere l’evento hanno rifiutato di utilizzare gli spazi di intervento messi a disposizione, preferendo ricorrere alla protesta e alla delegittimazione personale.

Per questo motivo chiediamo con chiarezza ai movimenti politici e alle organizzazioni che hanno rapporti o affinità con questi collettivi di prendere pubblicamente le distanze da tali comportamenti.

Non intendiamo alimentare polemiche.

Tuttavia, con lo stesso senso di responsabilità che guida ogni giorno la nostra attività di rappresentanza, riteniamo necessario richiamare l’attenzione su questi fatti”.

 

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