Le indagini

Omicidio di Sergiu Tarna, versioni opposte negli interrogatori: chi ha sparato e il nodo della premeditazione

Le loro dichiarazioni non combaciano, soprattutto per quanto riguarda chi abbia premuto il grilletto della pistola d'ordinanza

Omicidio di Sergiu Tarna, versioni opposte negli interrogatori: chi ha sparato e il nodo della premeditazione

Gli interrogatori per capire come sia andata la serata in cui è stato ucciso Sergiu Tarna continuano, ma le versioni degli indagati non concordano e non aiutano lo sviluppo della ricostruzione della notte tra martedì 30 e mercoledì 31 dicembre 2025.

Omicidio di Sergiu Tarna, la versione del complice

È passato un mese ormai da quando il barman 25enne è stato ucciso con una pallottola alla tempia a Mira, ma non è ancora chiaro chi sia stato a premere il grilletto. Di fatto, secondo Riccardo Salvagno, ex agente della Polizia Locale di 40 anni, sarebbe stato Andrea Vescovo, 38enne suo complice.

Riccardo Salvagno
Riccardo Salvagno

Tuttavia, come ci si poteva immaginare, Vescovo, detto Viskio, non si è lasciato scaricare la colpa, girando la storia contro Salvagno. In particolare, dopo 4 ore di interrogatorio, ha affermato che nel corso della serata ha tenuto in mano la pistola e che ha partecipato attivamente al rapimento di Sergiu, ma che non è stato lui a premere il grilletto.

Andrea Vescovo
Andrea Vescovo

Secondo la sua versione, riferisce il Corriere del Veneto, visto che il barman non aveva il video con sé, o almeno in uno dei due cellulari che hanno controllato, Viskio pensava che fosse tutto finito e che lo avrebbero lasciato andare, ma l’ex agente aveva altre idee. Di fatto, Vescovo si sarebbe incamminato per tornare alla macchina, finché non ha sentito lo sparo partito dalla pistola d’ordinanza di Salvagno, una Heckler&Koch Sfp9.

L’aggravante della premeditazione

Vescovo sta provando a salvarsi dall’accusa della premeditazione, o forse racconta solo ciò che è successo quella sera. In particolare, ha voluto sottolineare che Salvagno era ormai ossessionato dal video che presumibilmente sarebbe stato girato il 22 dicembre quando si è incontrato con Lady Bruneth, una trans conosciuta da poco su un sito di escort.

Di fatto, il 40enne era convinto che il suo rapporto sessuale di quella sera fosse stato registrato, ma, attualmente, non è ancora stato rinvenuto. Secondo l’ex agente, ce lo avrebbe avuto Sergiu o Lady Bruneth, ma lei ne ha sempre negato l’esistenza. Invece, in entrambi i dispositivi della vittima non ne è stata trovata alcuna traccia.

Proprio per questa ossessione e per evitare che potesse diventare pubblico, rovinandogli così la carriera, che la loro serata è iniziata con un sopralluogo, o almeno per il momento è considerato così dagli inquirenti visto che si sono recati nel campo dove è deceduto Sergiu quella stessa notte. Viskio, tuttavia, afferma che non è collegato all’omicidio e che, insieme a una terza persona esclusa dalle indagini, sono andati lì per parlare di altro alle 19 circa.

Successivamente, si sono recati al Cocò lapdance di Tessera e hanno iniziato ad assumere cocaina, alterandosi finché non hanno deciso “improvvisamente” di rapire Sergiu e portarlo nel campo per spaventarlo.

Dopo averlo ucciso, aggiunge il Corriere del Veneto, Vescovo afferma che sono scappati e sono rimasti in giro per un’ora e mezza, andando anche a casa di Salvagno, poco distante dal cadavere del 25enne. Dopo, il 38enne sarebbe andato a casa sua, da dove non si sarebbe più mosso finché le indagini non lo hanno collegato all’omicidio.

Le confessioni

Le due versioni non combaciano e non sarà semplice capire chi abbia ragione, ma gli inquirenti, per provare a fare luce su questi nuovi dubbi, interrogheranno nuovamente Salvagno.

In particolare, i due devono provare a scampare l’accusa della premeditazione perché, automaticamente, la pena si alzerebbe da un minimo di 21 anni per l’omicidio volontario semplice all’ergastolo con la premeditazione.

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