Jesolo

Nome? "Ajeje Brazorf", ma gli agenti non ci cascano e lo arrestano

A carico dell'uomo pendeva un ordine di carcerazione per tre anni di reclusione, in relazione a reati risalenti al 2012.

Nome? "Ajeje Brazorf", ma gli agenti non ci cascano e lo arrestano
Cronaca Jesolo e Lignano, 24 Marzo 2021 ore 14:50

Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio nella località balneare di Jesolo, fondamentale in chiave di prevenzione e repressione dei reati anche in bassa stagione, nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un cittadino tunisino, H.S. del 1981, già noto in quanto gravato da diversi precedenti per reati in materia di stupefacenti.

Fornisce false generalità

Gli agenti del Commissariato di Jesolo, nel corso di un regolare controllo lungo la principale via Bafile, hanno individuato una vettura Volkswagen Tuareg, con targa italiana e con tre soggetti a bordo, riconoscendo tra questi il predetto H.S.: pertanto, hanno provveduto ad intimare l’ALT e ad identificare gli occupanti del mezzo.

I tre uomini, non adducendo valide giustificazioni in merito alla presenza in quel luogo, sono stati sanzionati per aver violato il divieto di spostamento previsto dalle misure di contenimento della diffusione del COVID-19.

Inoltre l’autista del mezzo, un cittadino italiano, è stato sanzionato perché senza patente al seguito.

Il cittadino tunisino seduto sul sedile posteriore, privo di documenti che ne provassero l’identità, alla richiesta da parte degli agenti di declinare le proprie generalità ha fornito un nominativo sconosciuto agli schedari di polizia: quindi, veniva accompagnato presso il Commissariato per effettuare i dovuti controlli dattiloscopici.

Ciò ha consentito di identificare il soggetto nel predetto H.S. e di appurare che a carico dello stesso pendeva un ordine di carcerazione per tre anni di reclusione, in relazione a reati risalenti al 2012 e commessi nel territorio veneziano inerenti allo spaccio di stupefacenti ed evasione dagli arresti domiciliari.

L’uomo, dopo essere stato nuovamente deferito all’Autorità Giudiziaria per false attestazioni a Pubblico Ufficiale riguardanti la propria identità, è stato quindi condotto al carcere di Santa Maria Maggiore per scontare la condanna definitiva.