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Mose, ultimatum delle ditte: “Pagate o fermiamo i lavori”

Il Governo aveva assicurato l'arrivo dei fondi ma le aziende stanno ancora aspettando.

Mose, ultimatum delle ditte: “Pagate o fermiamo i lavori”
Venezia, 06 Febbraio 2020 ore 16:22

Mose, ultimatum delle ditte: “Pagate o fermiamo i lavori”.

Mose: Stato moroso, i lavori potrebbero fermarsi

“I commissari ci hanno detto che in cassa non c’ è un euro. La cassa del Consorzio Venezia Nuova è vuota. Per questo abbiamo scritto una lettera al premier Giuseppe Conte. Il problema non è solo quello che lo Stato ci deve pagare, ma la prospettiva futura, visto che ci è stato chiesto di ultimare i lavori del Mose. E di farlo in fretta”.

Denis Rizzo, del Consorzio Kostruttiva, è uno dei sei firmatari dell’ ultimatum per le promesse mancate riguardanti il sistema di paratoie mobili che dovrebbe salvare Venezia in caso di acqua alta. “Lavorare va bene, ma non c’ è un’ impresa al mondo che lavorerebbe gratis”.

Una grana ulteriore sul tavolo per il commissario straordinario

Una bella grana è piombata sul tavolo del commissario straordinario, Elisabetta Spitz, nominata dopo l’ acqua alta eccezionale del 12 novembre scorso. Le imprese chiedono di essere pagate, altrimenti a febbraio si fermeranno. In gioco ci sono, in tutto, un migliaio di posti di lavoro. Prima dello scandalo e degli arresti, nel 2014, tutto era controllato dal gruppo Mantovani, Condotte e Grandi Lavori Fincosit ma le inchieste e la crisi le hanno praticamente fatte sparire. Ora ad occuparsi dei lavori ci sono diverse aziende medio piccole che però lamentano ritardi nei pagamenti. “Senza una risposta concreta, con la fine del prossimo mese di febbraio verranno sospese tutte le attività operative in essere, garantendo esclusivamente le condizioni di minimo presidio”, si conclude la lettera inviata dai sei firmatari.

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