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Operazione “VENEXIAN SAFES”

Maxi furto in un palazzo storico di Venezia con bottino da mezzo milione di euro: il video dell'arresto

Smantellato il sodalizio criminale composto da cittadini romeni e moldavi, dedito alla consumazione di furti aggravati in esercizi pubblici/attività commerciali insistenti per lo più nell’area lagunare di Venezia ed in provincia di Treviso, consumati tra l’aprile e dicembre 2019.

Maxi furto in un palazzo storico di Venezia con bottino da mezzo milione di euro: il video dell'arresto
Cronaca Venezia, 12 Maggio 2021 ore 14:10

All’alba del 4 maggio 2021, nelle province di Venezia, Verona e Bologna, nonché e Romania, nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “VENEXIAN SAFES”, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Venezia, con il supporto dei Comandi Provinciali territorialmente competenti e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, avevano dato esecuzione a 8 misure cautelari personali (3 in carcere di cui 1 con mandato di arresto europeo, 2 agli arresti domiciliari, 3 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) a carico di altrettanti soggetti di nazionalità moldava (4) e rumena (4), per plurimi furti aggravati abitazioni ed in esercizi pubblici/commerciali.

Maxi furto in un palazzo storico di Venezia con bottino da mezzo milione di euro: il video dell'arresto

L’attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Venezia, condotta tra luglio 2019 e giugno 2020, ha consentito di acquisire concreti elementi indiziari su un gruppo criminale, composto da cittadini romeni e moldavi, dedito alla consumazione di furti aggravati in esercizi pubblici/attività commerciali insistenti per lo più nell’area lagunare di Venezia ed in provincia di Treviso, consumati tra l’aprile e dicembre 2019.

L’inchiesta era nata a seguito di un furto aggravato in abitazione in un palazzo storico di Venezia, nel luglio 2019, nel corso del quale venivano asportate due casseforti contenenti monili in oro, orologi di pregio e denaro contante per un ammontare di oltre mezzo milione di euro. L’analisi dei sistemi di videosorveglianza privati e pubblici consentivano di monitorare le fasi di arrivo e allontanamento di quattro appartenenti alla banda; i dati acquisiti, opportunamente incrociati, hanno consentito di identificare due di questi che, mediante un carrello, hanno trasportato le due casseforti utilizzando i vaporetti fingendosi operai.

La particolare modalità d’azione faceva presumere che i malviventi fossero stati ben indirizzati sull’obiettivo, circostanza che trovava effettivo riscontro dalle investigazioni che consentivano di identificare il basista.

Le indagini, estese ad altri connazionali contigui ai predetti soggetti, hanno consentito di acquisire elementi di gravità indiziaria in relazione ad altri complessivi 12 furti perpetrati all’interno di ristoranti ed esercizi pubblici nell’area lagunare, e della limitrofa provincia trevigiana, e altre sette sono state le persone iscritte quali indagate e oggetto di misura cautelare.

In costanza di attività, nel mese di novembre 2019, per scongiurare la commissione di ulteriori reati, una pattuglia del Nucleo Natanti del Reparto Operativo, opportunamente attivata, procedeva al controllo di tre soggetti, di cui uno in attesa con una imbarcazione, trovandoli in possesso di arnesi atti allo scasso, scongiurando ulteriore furto che verosimilmente sarebbe stato altrimenti perpetrato.

Questa mattina in Francia, nella città di Bobigny sono stati arrestati i due cittadini moldavi indagati per l’ingente furto da cui sono scaturite le investigazioni. I due avevano quasi subito abbandonato l’Italia tentando di far perdere le proprie tracce; il loro monitoraggio con l’ausilio del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno ha consentito di seguire i loro spostamenti e localizzarli in una cittadina a pochi km da Parigi ove sono stati catturati con l’ausilio delle Forze di Polizia Francesi; la medesima sorte era toccata ad un cittadino romeno localizzato ed arrestato da quella polizia in un piccolo comune vicino al confine con la Moldavia. I tre arresti all’estero sono stati eseguiti in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo.