In arresto

Marghera, arrestato tunisino con precedenti per droga. L’inseguimento sui balconi di uno stabile abbandonato.

Sempre nella struttura dove si trovava l'uomo sono stati trovati otto telefoni cellulari, probabilmente rubati.

Marghera, arrestato tunisino con precedenti per droga. L’inseguimento sui balconi di uno stabile abbandonato.
Marghera, 29 Giugno 2020 ore 17:11

Oggi, 29 giugno 2020, gli operatori di Volante, su segnalazione di alcuni residenti, si sono recati a Marghera, nei pressi di un complesso abbandonato, dove erano stati avvistati alcuni soggetti sospetti.

Cosa è successo

Giunti sul posto, gli agenti hanno appurato che all’interno di quei fabbricati in disuso vi erano delle persone che, alla vista della Polizia, si sono date repentinamente alla fuga per eludere il controllo. Nello specifico, si trattava di tre persone straniere che, al fine di far perdere le proprie tracce, si sono arrampicate sulle grondaie dell’edificio: gli agenti hanno allora dato vita ad un vero e proprio inseguimento, rincorrendoli sui balconi. Gli operatori sono riusciti a bloccare uno dei tre soggetti, tale L.H., tunisino di 42 anni con precedenti per droga e per resistenza a Pubblico Ufficiale. È intervenuto sul posto anche personale dei Vigili del fuoco, nonché la Polizia Locale con i cani antidroga, grazie ai quali è stato possibile rinvenire, all’interno del giardino dello stabile, 50 gr. circa di eroina; nei locali interni, inoltre, sono stati trovati 8 telefoni cellulari, probabili proventi di furto. Il tutto veniva sottoposto a sequestro.

Effettuati i controlli…

Accompagnato in Questura, dalla consultazione della banca dati emergeva che al soggetto in questione corrispondevano diversi alias: e proprio ad alcune di queste false identità corrispondevano un Ordine di espulsione dal territorio nazionale emesso dal Questore di Venezia, nonché il ripristino di un Ordine di carcerazione, precedentemente sospeso, disposto dalla Corte d’Appello di Bologna e in virtù del quale dovrà scontare tre mesi di reclusione per il reato di ricettazione. Per tali motivi, informato il PM di turno dell’intera attività, il tunisino è stato tradotto in carcere.

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