La città registra una sequenza di maree senza precedenti nella storia delle rilevazioni. Dal 27 gennaio scorso a oggi, giovedì 19 febbraio 2026, il livello dell’acqua ha superato la soglia dei 100 centimetri per ben 26 volte. I dati, archiviati dalla centrale di controllo del Centro Previsioni Maree del Comune, confermano un’anomalia climatica mai documentata prima d’ora in un arco temporale così ristretto.
Il sistema Mose è stato attivato questa mattina per la ventottesima volta dall’inizio dell’anno e una ventinovesima alzata è già programmata per questa sera. “Questi sono sintomi dei cambiamenti climatici da non sottovalutare. Il Mose c’è, ma rischia di non bastare”, ha dichiarato Alvise Papa, responsabile del Centro Maree.
Emergenza nell’area marciana e limiti del drenaggio
Nonostante l’impiego costante delle barriere mobili, l’insula di San Marco continua a subire allagamenti localizzati. Nella sede dell’Autorità per la Laguna a Rialto, il presidente Roberto Rossetto e l’architetto Giorgio Barbato hanno illustrato le criticità attuali. La piazza, situata a un’altitudine inferiore rispetto al resto della città, soffre per la frequenza ravvicinata dei picchi: 27 maree sopra i 75 centimetri nei primi quindici giorni di febbraio contro le due dello stesso periodo del 2025.

La persistenza dell’acqua impedisce alle valvole di scaricare correttamente. Da oggi è però in funzione una nuova pompa provvisoria presso le Procuratie Nuove, con una capacità di drenaggio tra i 150 e i 180 litri al secondo, destinata a velocizzare il prosciugamento della pavimentazione una volta che la marea lo consenta.
Il nodo dei finanziamenti e degli scarichi privati
L’analisi tecnica ha individuato tre aree private a nord della piazza che scaricano l’acqua direttamente sul suolo pubblico, aggravando le pozze davanti al Caffè Quadri. L’Autorità ha sollecitato i gestori di questi spazi a intervenire con adeguamenti strutturali.
Tuttavia, la soluzione definitiva resta legata al completamento del terzo lotto di lavori per la pulizia dei gatoli, gli antichi condotti sotterranei. Per avviare il cantiere mancano ancora 20 milioni di euro sui 25-30 necessari. Una volta reperiti i fondi, serviranno almeno 18 mesi di lavori, al netto delle interruzioni dovute a eventi pubblici e cerimonie che si svolgono abitualmente nell’area.
Costi di gestione e lamentele dei commercianti
L’uso intensivo delle dighe gialle comporta un impegno economico e logistico rilevante. Ogni sollevamento completo delle tre bocche di porto costa tra i 200 e i 300mila euro. Durante l’ultimo giorno di Carnevale, un’attivazione parziale per una marea di 84 centimetri ha comportato una spesa di 50mila euro per ottenere una differenza di un solo centimetro tra mare e laguna.
I commercianti dell’area marciana manifestano segni di insofferenza. Molti esercenti lamentano sollevamenti giudicati tardivi e una comunicazione poco chiara che rende difficile la programmazione delle aperture. Claudio Venier, del Todaro, ha sottolineato l’assenza di protocolli precisi sulle tempistiche di attivazione, mentre l’assessore Sebastiano Costalonga ha ribadito l’importanza di concludere l’impermeabilizzazione della piazza per tutelare le attività economiche in questa fase di transizione climatica.