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Leone di San Marco creato con gli alberi abbattuti a Vaia

Si tratta del leone alato realizzato in legno più grande del mondo.

Leone di San Marco creato con gli alberi abbattuti a Vaia
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Leone di San Marco creato con gli alberi abbattuti da Vaia

Il maestoso Leone di San Marco diventa il vero e proprio simbolo della rinascita dalla tempesta Vaia che ha abbattuto gli alberi nel “SelvArt – Parco Arte Natura” di Roana (Vicenza). L’ideatore? Lo scultore del legno  Marco Martalar, 49 anni, nonché ideatro del parco che ha subito l’abbattimento degli alberi. Attualmente la scultura della grandezza di  3 metri per 3 metri e mezzo si trova nel laboratorio dello scultore, sull’altopiano di Asiago e sta attendendo di essere ultimato.

La realizzazione dell’opera

Marco Martalar ha pensato di poter creare qualcosa in ricordo di tutti gli alberi che sono stati abbattuti e ha deciso di raccogliere i rami e dare vita a una scultura. Marco ha precisato:“Da quattro anni sto realizzando un parco di arte e natura nel bosco con l’aiuto di altri amici scultori, si entra nel bosco e c’è un percorso dove si possono vedere delle opere d’arte create in legno o altro materiale che si trova sul posto. Poi però con la tempesta Vaia del 29 ottobre del 2018 è stato distrutto tutto, sono caduti circa 150 abeti e ha causato tantissimi problemi. I boschi sono stati distrutti, i sentieri sono diventati inagibili e quello che mi ha toccato nel profondo è stato vedere il parco distrutto dato che ci ho dedicato tempo e amore per anni, lavoro che è stato distrutto in una notte. L’idea di fare questo leone è nata per poter creare un simbolo di rinascita. Sono andato così nel bosco, ho preso dei i pezzi di legno abbandonati e ho fatto il leone. Ho pensato al Leone come simbolo di unione tra la nostra antica comunità cimbra con la Serenissima”.

Il legame con la Serenissima

Il legname era ciò che univa la comunità cimbra con la Serenissima tant’è che era proprio l’economia nei secoli passati quando c’erano queste antiche popolazioni.

Marco ha poi aggiunto:

“L’opera l’ho costruita a casa mia, nel paese adiacente al bosco distrutto. Abbiamo già spostato l’opera per esporla in una mostra anche se è ancora in fase di terminazione perché mancano le ali che sto costruendo in questi giorni. L’idea è nata a settembre, ho realizzato un bozzetto, l’idea è piaciuta al mio Comune e ho iniziato a crearla a settembre. C’è molto lavoro per la raccolta del legname quindi servono molti spostamenti per reperire il materiale, ovviamente non dedico tutto il mio tempo all’opera perché sono impegnato anche con il mio lavoro. Si tratta del leone alato realizzato in legno più grande del mondo. L’idea è di portarlo in esposizione a Venezia per un periodo di tempo però sto cercando ancora dei contatti inoltre c’è già un Comune che mi ha chiesto se gli posso cedere l’opera che andrà posizionata su di una rotonda nel Vicentino che è in fase di realizzazione. Credo che il riposizionamento dell’opera avverrà dopo l’estate”.

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