La tragedia del 2 dicembre 2019

Investì e uccise l'83enne Bruno Ruvoletto, l'automobilista andrà a processo

L’incolpevole anziano fu travolto dalla conducente di una Punto mentre camminava a bordo strada.

Investì e uccise l'83enne Bruno Ruvoletto, l'automobilista andrà a processo
Cronaca Venezia, 29 Luglio 2021 ore 09:09

Il Pubblico Ministero della Procura di Venezia, dott.ssa Laura Cameli, titolare del procedimento penale per omicidio stradale per la morte di Bruno Ruvoletto, a chiusura delle indagini preliminari ha chiesto il rinvio a giudizio per l’automobilista che il 2 dicembre 2019 ha investito e ucciso l’anziano di 83 anni a Galta di Vigonovo, il paese di residenza di entrambi: si tratta della (oggi) cinquantunenne D. Z.

Investì e uccise l'83enne Bruno Ruvoletto, l'automobilista andrà a processo

Riscontrando la richiesta, il Gip del Tribunale lagunare, dott. Alberto Scaramuzza, ha fissato per mercoledì 13 ottobre 2021, alle 10.30, nella Cittadella della Giustizia a Piazzale Roma, l’udienza preliminare di un processo dal quale i congiunti di Ruvoletto, che sono assistiti da Studio3A e che sono già stati risarciti, si aspettano una risposta anche dalla giustizia penale.

La tragedia, come detto, si è consumata il 2 dicembre 2019, poco dopo le 17.30, in via Pascoli nel comune di Vigonovo: Ruvoletto, che abitava a due passi, stava camminando a bordo strada quando è stato investito dalla Fiat Punto condotta dall’indagata, che stava procedendo nella sua stessa corsia, ma in direzione opposta rispetto a quella del pedone, cioè verso Fossò: un impatto violento in seguito al quale il pensionato è stato scaraventato nel fossato adiacente. Soccorso dai sanitari del Suem di Dolo, accorsi in ambulanza, l’anziano è stato trasportato all’ospedale cittadino ma è spirato poche ore dopo, nella tarda serata dello stesso lunedì 2 dicembre, in seguito ai gravi politraumi riportati. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della locale stazione.

Il Sostituto Procuratore, dott.ssa Cameli, ha subito aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio stradale indagando l’investitrice e, tra i vari provvedimenti assunti, ha disposto una perizia cinematica per stabilire la dinamica, le cause e le responsabilità del tragico sinistro, incaricando come proprio Consulente Tecnico d’Ufficio l’ing. Maurizio De Valentini: alle operazioni peritali ha partecipato anche l’ing. Enrico Dinon, come consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui i congiunti dell’ottantatreenne si sono affidati, attraverso il responsabile della sede di Dolo, Riccardo Vizzi, per essere assistiti.

L’ing. De Valentini ha concluso rilevando come l’incolpevole anziano non abbia violato alcuna norma del Codice della Strada, “perché - scrive nella sua perizia - si trovava sul margine destro della carreggiata e stata camminando, come prescritto, nel verso opposto a quello dei veicoli”.

Le responsabilità dell’accaduto sono state ascritte unicamente in capo all’automobilista che, per citare la richiesta del Pm, percorrendo via Pascoli “con imprudenza, negligenza imperizia e in violazione delle norme della circolazione stradale, non regolando la velocità dell’auto in relazione alle condizioni della strada, stretta, poco illuminata e priva di marciapiede, investiva il pedone Bruno Ruvoletto, cagionandone la morte”. Il tutto peraltro, ha osservato l’ing. De Valentini, “in centro abitato e in un orario, le 17.30 del pomeriggio, in cui la presenza di un pedone sul margine della carreggiata era un ostacolo senz’altro prevedibile”.

Bruno Ruvoletto, che aveva lavorato tutta la vita in una fabbrica di scarpe della Riviera del Brenta e che non si era sposato, ha lasciato un fratello, due sorelle e, tra gli altri, un nipote a cui era molto legato, peraltro suo vicino di casa, e che se ne prendeva cura, per i quali Studio3A ha già ottenuto un equo risarcimento per la loro grave perdita dalla compagnia di assicurazione del veicolo. E che ora, però, si attendono anche una giusta condanna penale per la responsabile del fatale investimento, per chiudere almeno il doloroso capitolo giudiziario di quest’amara vicenda.