In piazza San Marco

Individuati 5 giovani legati a Casapound Verona che a Capodanno aggredirono l’ex deputato Scotto

Erano stati ripresi dal politico, a Venezia con la famiglia, per le frasi di stampo razzista.

Individuati 5 giovani legati a Casapound Verona che a Capodanno aggredirono l’ex deputato Scotto
Venezia, 20 Giugno 2020 ore 13:31

Per settimane gli investigatori della Digos hanno analizzato le telecamere di Piazza San Marco.

Identificati e denunciati

Sono stati identificati e successivamente denunciati 5 giovani legati a Casapound Verona che si sono resi responsabili dell’aggressione all’onorevole Arturo Scotto, ex deputato di Articolo Uno, nella notte di Capodanno a Venezia.

Erano oltre 30mila le persone presenti in Piazza San Marco la notte del 31 dicembre 2019 e gli investigatori della Digos di Venezia e di Verona, affiancati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, hanno analizzato per settimane i filmati delle telecamere della piazza e quelle che sono situate lungo il tragitto che porta alla stazione per riuscire a individuare i giovani.

Si tratta di cinque ragazzi, all’incirca 20enni, quattro ragazzi e una ragazza che sono stati inseriti all’interno del registro degli indagati per gli atti di violenza private, di minacce e lesioni. Lo stesso onorevole Scotto nella giornata di oggi, venerdì 19 giugno 2020, ha scritto sui social:

“Sembra che siano vicini. Li hanno identificati e perquisiti. Ho voglia di guardarli in faccia quando saranno finalmente note le loro identità. Dovranno spiegare il perché una notte di Capodanno a Venezia insultarono la memoria di Anna Frank. E aggredirono delle persone che reagirono a questa barbarie! Un ringraziamento particolare a forze dell’ordine e magistratura. Hanno fatto un lavoro straordinario con serietà e rigore. Aspettiamo la chiusura formale delle indagini ma sono oggi felice e ottimista. E’ bello poter spiegare a mio figlio che lo Stato c’è”.

La denuncia

Il 1 gennaio 2020, lo stesso onorevole si era recato dai Carabinieri per esporre la sua denuncia. In quel giorno, aveva documentato il tutto attraverso i social scrivendo:

“Ecco i fatti: eravamo in Piazza San Marco per festeggiare il nuovo anno con mia moglie e mio figlio. Un gruppetto di ragazzi – circa 8 – urlavano “duce tu scendi dalle stelle” e “anna frank l’abbiamo messa nel forno” immediatamente dietro di me. Intorno alla mezzanotte nel pieno di un grande e commovente brindisi collettivo. Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne. Hanno rincarato la dose urlando “duce duce”. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie. Sono passati dalle parole ai fatti. Uno, due, tre cazzotti in faccia. Sangue dal naso ma per fortuna nessuna frattura. Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto. Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteressi. Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi. Stamattina mi sono tolto un peso e ho sporto denuncia all’arma dei Carabinieri. Le forze dell’ordine e la magistratura si stanno adoperando per identificarli: piazza San Marco è una dei luoghi più controllati del mondo. Li ringrazio davvero per il lavoro straordinario di queste ore. Bisogna smetterla di pensare che sono ragazzate”.

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