La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 54enne, ritenuto il presunto mandante dell’incendio che il 12 giugno 2025 ha distrutto il ristorante “Bea Storia” a Jesolo, provocando anche l’intossicazione di una decina di persone. Il provvedimento è stato eseguito lunedì scorso in provincia di Padova, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia.
Il rogo a Jesolo
L’incendio, divampato all’interno del ristorante intorno alle 23,15, aveva causato ingenti danni alla struttura e richiesto l’intervento dei soccorsi per diverse persone rimaste intossicate dai fumi sprigionati dal rogo. Fin da subito l’episodio era apparso di particolare gravità, portando all’apertura di un’articolata attività investigativa.
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Il titolare presunto mandante
Come riferito dalla nota stampa diffusa dalla Questura di Venezia mercoledì 14 gennaio 2026 tramite il suo canale ufficiale, l’inchiesta è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno raccolto gravi elementi indiziari a carico del titolare dell’attività. Secondo quanto emerso, il 54enne sarebbe stato l’ideatore dell’incendio, con il ruolo di mandante.
Il movente
Gli accertamenti hanno consentito di ricondurre il movente al tentativo di riscuotere indebitamente premi assicurativi, ipotesi ritenuta centrale nell’impianto accusatorio sviluppato dagli inquirenti.
Le risultanze investigative, unite agli approfondimenti sulla posizione del sospettato — risultato gravato da precedenti di polizia — hanno portato il Giudice per le indagini preliminari ad accogliere le richieste della Procura, riconoscendo la solidità del quadro indiziario prospettato dalla Squadra Mobile.
Un 50enne esecutore dell'incendio
Nel medesimo contesto operativo sono stati eseguiti due decreti di perquisizione: uno nei confronti del titolare del ristorante e l’altro a carico di un 50enne, anch’egli con precedenti di polizia, sospettato di essere l’esecutore materiale dell’incendio.
Il procedimento penale è ancora in corso e la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.