Incredibile in laguna

Il video della furibonda battaglia navale a Venezia mentre Conte collauda il Mose

"Corpo a corpo" sull'acqua fra manifestanti e forze dell'ordine, una ventina le barche del Cominato No Grandi Navi.

Venezia, 10 Luglio 2020 ore 17:08

Erano guidati dal Comitato No Grandi Navi gli attivisti che, su una ventina di imbarcazioni, hanno manifestato contro il Mose. L’opera, a detta dei manifestanti, sarebbe non soltanto inutile ma anche dannosa per l’ecosistema lagunare. Nel video, l’azione di oggi. Ma non sono stati i soli a farsi sentire: anche l’ex sindaco Cacciari e il Codacons sono intervenuti sulla questione…

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Il commento del comitato

Così si legge sulla pagina Facebook del Comitato No Grandi Navi:

Oggi viene inaugurato il MOSE, un mostro che da quasi trent’anni succhia risorse pubbliche contribuendo alla rovina della città. 8 miliardi di fondi pubblici deviati dalle opere di manutenzione e dai sussidi al welfare sono finiti a ingrossare il portafogli del Consorzio Venezia Nuova. Ci hanno raccontato dopo l’acqua alta del 12 novembre 2019 che il MOSE sarebbe stata l’unica soluzione per salvare Venezia: è una bugia vergognosa! Il MOSE ucciderà la laguna, distruggerà questo ecosistema unico e delicatissimo. La sua inaugurazione non può essere una festa, e noi siamo qui per ribadirlo!”

Sebbene non si trattasse dell’inaugurazione della struttura ma di una prova tecnica (la prima che vede in azione tutte e 78 le paratie artificiali a Malamocco, San Nicolò, Treporti e Chioggia), le ragioni del comitato sembrano chiare: un simile “mostro” va ad alterare l’ecosistema di Venezia e rischia di comprometterne il benessere.

Alcune osservazioni

Sulla questione era intervenuto anche Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e filosofo:

“Che il Mose sia un bidone, lo dimostrano la sabbia che inceppa i meccanismi, la corrosione delle paratie, la ruggine sulle cerniere, le cozze e le alghe”

Secondo il Codacons, il problema del Mose sarebbe di natura strutturale: trattandosi di paratie mobili, a seguito di forti raffiche di vento o di mare mosso, la struttura potrebbe non funzionare correttamente o, peggio, danneggiarsi. L’errore, infatti, è quello di non aver mai testato il Mose in condizioni estreme (anche oggi, il clima era mite e non si prevedeva vento), motivo per cui rimane un’incognita l’effettivo funzionamento della struttura in caso di necessità. Inoltre, si tratta di una struttura che richiede costi di manutenzione notevoli, che andranno a gravare sui cittadini.

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