"Vetro nero" bis

Una vetreria di Murano denunciata perché non pagava le tasse

Si tratta di un'appendice dell'operazione "Vetro nero" che già nel 2018 aveva coinvolto diverse vetrerie di Murano e un cambiavalute.

Una vetreria di Murano denunciata perché non pagava le tasse
Venezia, 14 Luglio 2020 ore 18:09

Sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei conti correnti di una vetreria di Murano eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza.

“Vetro nero” e i suoi “epigoni”

Un’appendice dell’operazione “Vetro nero” che già nel 2018 aveva portato la Guardia di Finanza lagunare a sequestrare conti correnti, beni mobili ed immobili per 7 milioni di euro nei confronti di 10 indagati, tra cui gli amministratori di ben otto vetrerie di Murano ed un cambiavalute, ritenuti responsabili di una frode fiscale che veniva attuata mediante l’incasso delle vendite in nero di manufatti in vetro, attraverso una serie di terminali “Pos” formalmente intestati ad un’agenzia cambiavalute compiacente.

Coinvolta un’altra vetreria di Murano

Ebbene nei giorni scorsi, seguendo proprio tale filone investigativo, i finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Mestre hanno dato esecuzione a un provvedimento, disposto dal Gip del Tribunale lagunare su richiesta del Pubblico ministero, di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei conti correnti di un’altra vetreria di Murano, cui è stata contestata l’omessa dichiarazione, tra il 2014 e il 2018, di ricavi derivanti dalla vendita di manufatti in vetro per oltre 4 milioni di euro, con un’evasione dell’imposta sul reddito di 1 milione di euro.

Otto indagati: il “sistema” dei Pos e il cambiavalute

Proprio le ulteriori indagini condotte dai finanzieri hanno fatto emergere come l’agenzia di cambiavalute coinvolta, era stata formalmente, dal 2014 al 2018, intestataria di 3 apparati Pos tramite i quali, nel periodo considerato, erano state perfezionate 2.600 operazioni di pagamento per un valore complessivo superiore ai 4 milioni di euro. In pratica il corrispettivo delle vendite in nero dei manufatti di vetro veniva pagato attraverso i terminali Pos del cambiavalute e poi accreditato sul conto corrente di quest’ultimo. Giornalmente poi i dipendenti dell’agenzia di cambio provvedevano a ritirare i contanti relativi alle transazioni effettuate per restituirli alla disponibilità dei proprietari della vetreria. Coinvolte nell’indagine delle Fiamme gialle 8 persone, cui viene contestato il reato di frode fiscale: i 2 amministratori pro-tempore della vetreria implicata, il responsabile dell’agenzia di cambiavalute e ulteriori 5 soggetti amministratori di fatto delle imprese coinvolte e/o dipendenti dell’agenzia di cambio.

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