Fermato!

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: arrestato un 47enne a Fusina

Sul soggetto pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica Presso il Tribunale Ordinario di Ancona.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: arrestato un 47enne a Fusina
Venezia, 28 Luglio 2020 ore 16:08

Lo scorso weekend gli agenti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Venezia hanno arrestato a Fusina un quarantasettenne apolide, condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sbarcato da un traghetto proveniente dalla Grecia.

Cosa è successo

Come di consueto, i poliziotti hanno effettuano stringenti controlli di sicurezza al Terminal di Fusina durante l’arrivo dei traghetti passeggeri provenienti dalla Grecia, poiché questo collegamento è estremamente sensibile sotto il profilo dei reati connessi all’immigrazione irregolare, a ciò si aggiungono le misure relative alla emergenza epidemiologica da Covid-19 (distanziamento, uso di mascherine e autocertificazioni per lo spostamento) sul cui rispetto la Polizia di Frontiera è chiamata a vigilare.

Fermato un uomo di origine egiziana ma apolide

Attraverso il controllo di sicurezza dei passeggeri ed il profiling effettuato dagli operatori, è stata pertanto intercettata una vettura Renault Laguna con targa spagnola, condotta da B.M.M. soggetto di origini egiziane, ma apolide, sul quale pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica Presso il Tribunale Ordinario di Ancona, dovendo lo stesso scontare una pena di oltre due anni di reclusione con il pagamento di una multa pari a € 27.000, per favoreggiamento della immigrazione clandestina attraverso la frontiera marittima di Ancona.

Adesso in carcere a Venezia

Lo straniero, dichiarato irreperibile fin dal 2016, risulterebbe essere stato prima in Svezia e successivamente in Spagna. Effettuati tutti i riscontri del caso ed appurata l’attualità del provvedimento coercitivo, l’uomo è stato pertanto tratto in arresto ed assicurato presso il carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. Nel veicolo utilizzato dal medesimo sono inoltre stati rinvenuti e sequestrati due documenti, uno dei quali oggetto di ricerca in ambito Schengen, che si ritiene potessero essere utilizzati per la commissione di reati analoghi a quello per cui l’uomo è stato già condannato.

Foto da repertorio

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