Svolta nelle indagini

E' di Mirano il fermato per l'omicidio in cantina a Torino

Carlo Pellegrini, fratello del 52enne Enrico, trovato senza vita con un coltello conficcato in un occhio, in stato di fermo, si difende affermando di essere innocente.

E' di Mirano il fermato per l'omicidio in cantina a Torino
Cronaca Mirano, 29 Giugno 2021 ore 09:13

E' stato portato in carcere Carlo Pellegrini, originario di Mirano, fratello di Enrico, il 52enne trovato morto in cantina a Torino con un coltello conficcato in un occhio. Ieri mattina è stato fermato a Folgaria, in Trentino.

E' di Mirano il fermato per l'omicidio in cantina a Torino

Era stato il padre dei due, Rodolfo, un avvocato in pensione, a dare l'allarme, preoccupato di non riuscire a raggiungere telefonicamente il figlio Enrico. Il papà si trovava in vacanza con la figlia e non ha esitato a presentare una denuncia di scomparsa.

A quel punto sono stati i Vigili del fuoco, dopo aver forzato la porta dell'appartamento al secondo piano, a entrare nell'abitazione. Ma nulla sembrava fuori posto.

Qualche giorno più tardi, poi, il fratello Carlo è stato rintracciato nella casa di vacanze in Trentino, a Folgaria, dove la famiglia originaria della provincia di Venezia (Mirano, nello specifico), solitamente trascorreva le ferie.

In quella casa ci era arrivato da solo, con l'auto, la stesso modello di vettura vista nel cortile di via Principi d'Acaja. Domenica, poi, Carlo, è stato prelevato dai Carabinieri ed è stato condotto nella caserma di Rovereto.

Sembra, secondo gli inquirenti, che il fermato si sarebbe contraddetto diverse volte nel chiarire la sua presenza a Torino tra il 22 e il 23 giugno. E poi c'è quella ferita alla mano, secondo l'indagato, a causa di una lesione al tendine, ma per gli inquirenti la ragione della bendatura sarebbe un'altra: si sarebbe tagliato nella colluttazione con il fratello.

Ieri, lunedì 28 giugno 2021, Carlo è stato sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche dei bigliettini scritti a mano dal contenuto pieno di risentimento nei confronti dei famigliari.