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Dalla denuncia alle intercettazioni: il "sistema" delle tangenti per la casa di riposo

E' stato il coraggio di un cittadino, proprietario di un terreno, a far partire le indagini...

Dalla denuncia alle intercettazioni: il "sistema" delle tangenti per la casa di riposo
Cronaca Venezia, 24 Gennaio 2023 ore 11:15

Forse si intendeva superare degli "ostacoli" burocratici. Potrebbe essere questo uno dei motivi che avrebbe spinto a mettere in piedi un vero e proprio sistema di mazzette.

Dalla denuncia alle intercettazioni: il "sistema" delle tangenti per la casa di riposo

Tangenti, dunque, per realizzare una casa di riposo, oppure, si ipotizza, per vendere a prezzi "gonfiati" alcuni terreni di poco conto. In poche parole si pagava una mazzetta per ottenere, e questa è proprio l'ipotesi dell'accusa, un "aiuto" da parte dell'ex sindaco, attualmente presidente del Consiglio comunale di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni, finito in manette ieri insieme ad altre persone.

Tra queste un altro ex primo cittadino sempre di Santa Maria di Sala. Ma queste operazioni non sono passate inosservate. Sì, perché gli inquirenti stavano già indagando e, grazie a un "virus" inserito negli smartphone dei diretti interessati, sono riusciti ad ascoltare le telefonate. Ricostruendo, dunque, un quadro che ha portato all'ipotesi di reato contestata. E al conseguente arresto di sei persone.

Sei persone arrestate

L'inchiesta per corruzione è coordinata dalla Procura di Venezia: nei guai, come detto, oltre a Fragomeni che ricopre pure il ruolo di coordinatore provinciale di Coraggio Italia, il partito creato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, c'è anche il Consigliere comunale di Santa Maria di Sala, Ugo Zamengo. Ma anche Carlo Pajaro, capo dell'ufficio tecnico, Marcello Carraro, architetto, Battista Camporese, direttore generale della clinica Villa Maria di Padova e Mauro Cazzaro, presidente dell'omonima ditta edile.

A far cadere questo "castello di carta", sarebbe stato un professionista di Santa Maria di Sala: avrebbe atteso invano per un paio di anni il cambio di destinazione di un suo terreno da agricolo a edificabile. La situazione è divenuta però ben presto chiara: l'uomo sarebbe stato contattato dalla ditta edile di Cazzaro, che gli avrebbe spiegato, in modo molto chiaro, che lì su quel terreno sarebbe dovuta sorgere una casa di riposo.

Il modus operandi

Il proprietario del terreno avrebbe dovuto dunque vendere a Carraro, per un controvalore di oltre un milione di euro, ma solo a fronte di una mazzetta da 100mila euro. Questo, in pratica, il "sistema" per far approvare la variante che avrebbe trasformato il terreno da agricolo a "interessante". Altrimenti sarebbe rimasto solo un campo. Non edificabile. La vittima, però, ha "mangiato la foglia" ed è stato al gioco, fingendo di essere interessato, salvo poi consegnare ai militari dell'Arma la registrazione dell'incontro con i referenti politici.

Da qui in avanti si è potuto far partire le indagini... E sono spuntate fuori nuove rivelazioni. Per esempio, grazie alle intercettazioni, si è potuta valutare la grandezza del sistema messo in piedi. Non un caso isolato, dunque: l'ex sindaco avrebbe chiesto denaro ad altri proprietari di terreni, ma pure da costruttori, fino alla pandemia. Lì le attenzioni si sono orientate sul "business" delle mascherine importate dalla Cina, attraverso la ditta del fratello, schermandola di volta in volta con altre aziende. Sarebbe riuscito a venderle anche alla Polizia locale del suo Comune...

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